Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
E a verificare la salute del mare ci penseranno quintali di cozze
26/03/2011
autore: Lu. So.
SASSARI. Le analisi, naturalmente, non verranno svolte solamente a terra, ma riguarderanno anche il mare. E il rilevatore più efficace della presenza di idrocarburi non può che essere il filtro naturale per eccellenza dell’acqua, cioè la cozza. Dunque il piano di caratterizzazione presentato da Verde Vita prevede anche il posizionamento sul fondo, a una distanza di un chilometro l’uno dall’altro, di corpi morti con una trentina di chili di cozze ciascuno.
I mitili, che provengono presumibilmente dai vivai incontaminati di Olbia, verranno analizzati in laboratorio prima di essere immersi nel Golfo dell’Asinara. Quindi, dopo essere stati a mollo per circa un mese, dopo aver filtrato l’acqua e trattenuto eventuali residui, verranno nuovamente sottoposti ad un esame.
A quel punto le cozze racconteranno lo stato di salute del mare, e se l’inquinamento da idrocarburi abbia interessato esclusivamente la costa oppure abbia lasciato tracce anche nell’acqua. E’ un sistema scientifico-naturale abbondantemente collaudato anche a Fiume Santo.
L’unico inconveniente è che in passato alcuni corpi morti con le cozze sono spariti. Quindi è probabile che la presenza dei mitili questa volta non venga segnalata in superficie con dei natelli, ma la loro posizione sul fondo venga memorizzata attraverso coordinate gps.
Così le cozze avranno molta più possibilità di portare a termine la loro nobile missione scientifica e finire tra le provette di un laboratorio, invece che cadere miseramente dentro un pentolone con aglio e prezzemolo
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