Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Rifiuti, il Tar boccia il Consorzio

25/03/2011

autore: FRANCESCO PINNA

Respinta la richiesta di sospensiva dell'ente che ha sede a Villacidro. Lo smaltimento al Tecnocasic
I sindaci della provincia in Consiglio regionale

Piomba in Consiglio regionale la protesta dei sindaci del Medio Campidano contro il provvedimento che ordina ai centri dell'entroterra di conferire i rifiuti nel Cagliaritano, direttamente al termovalorizzatore del Tecnocasic. Ieri mattina, una delegazione di primi cittadini ha protestato con un sit-in davanti al palazzo di via Roma, venendo poi ricevuta dai capigruppo dei maggiori partiti di centrodestra e centrosinistra. Nelle stesse ore, arrivava la notizia che la prima sezione del Tar Sardegna ha bocciato l'istanza cautelare proposta dal Consorzio industriale del Medio Campidano, assieme ai comuni di Villacidro, Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Serrenti, Sanluri e San Gavino.
LA PROTESTA Ha preso forma poco dopo le 10 di ieri, quando una dozzina di primi cittadini si sono presentati davanti alla porta del Consiglio regionale con la fascia al collo. «Per il nostro territorio è una sciagura», ha detto Giorgio Zucca, sindaco di Sardara, «questa decisione non solo non è stata concertata, ma penalizza pesantemente tutti i cittadini delle nostre comunità. Ci chiedono di non conferire più nella discarica di Villacidro, che resterebbe di supporto al Tecnocasic per l'umido, trasferendo i rifiuti su gomma sino al Casic. Questo vuol dire, conti alla mano, un aumento della spesa che sfiora il quaranta per cento: costi che poi ricadono sui cittadini». Con lui anche Luciano Cau di Furtei e Nino Zanda di Gonnosfanadiga che hanno rimarcato le pesantissime ripercussioni, non solo quelle di carattere economico. «Ma si è pensato a cosa voglia dire trasferire su gomma i rifiuti anche per 120 chilometri?», si interrogavano ieri i tre primi cittadini, «questo è un piano obsoleto che offende un intero territorio e che non siamo disposti ad accettare». Già ieri, fuori dal Consiglio regionale, si parlava di una clamorosa forma di protesta che i sindaci avrebbero inscenato, ma poi le porte del palazzo si sono aperte e la delegazione è stata ricevuta da alcuni capigruppo. «Abbiamo incontrato quelli del Pdl e del Pd, Diana e Bruno, più altri consiglieri regionali del territorio», ammette Giorgio Zucca, «abbiamo illustrato la questione con molta chiarezza e dovrebbero darci risposte entro qualche giorno al massimo, anche perché la questione verrà portata in commissione. Ma se le risposte non saranno soddisfacenti, allora faremo azioni di protesta ben più clamorose perché per noi è un insulto alle nostre comunità. A loro, in ogni caso, abbiamo chiesto che venga rivisto il piano regionale e che, nell'attesa, venga sospeso il provvedimento del funzionario dell'assessorato regionale all'ambiente».
LA DELEGAZIONE Tra i presenti anche Ennio Cabiddu (Samassi), Giovanna Orrù (Villacidro),Franco Atzori (Arbus), Rossella Pinna (Guspini) e Alessandro Collu (Sanluri). «Vogliamo sederci per disegnare tutti assieme un nuovo piano», ha detto Cabiddu, mentre Atzori ha rimarcato il disagio. «Dobbiamo trasportare i rifiuti per 115 chilometri, in alcuni casi. Un costo insostenibile per chiunque». A Sanluri la protesta è già esplosa. «La nostra provincia», ha rimarcato Collu, «è la prima dell'Isola come differenziata: ora ci premiano con un aumento smisurato della tariffa».
IL TAR Intanto una prima doccia fredda è arrivata dal Tar Sardegna che, mercoledì sera, ha respinto l'istanza cautelare di sospensiva. «Non sussistono», hanno scritto i giudici presieduti da Aldo Ravalli, «i presupposti per la concessione dell'invocata misura». Perché? L'atto dell'assessorato è legato al Piano regionale di gestione dei rifiuti varato dalla Giunta Soru nel 2008, poi depositato anche alla Provincia del Medio Campidano, e varato definitivamente nel dicembre dello stesso anno. Il piano ha superato la valutazione strategica con incontri in tutte e otto le province.

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