Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Un nuovo gamberetto a Tavolara
25/03/2011
autore: ALESSANDRO PIRINA
La scoperta di un team di scienziati italiani e belgi
OLBIA. Il regno marino della biodiversità si arricchisce di un nuovo cittadino. Nelle acque di Tavolara un team di scienziati italiani e belgi ha scoperto una nuova specie. Immerso tra le foglie della Posidonia oceanica, il gruppo di studiosi ha scorto un anfipode, piccolo gamberetto che vive, appunto, a stretto contatto con la pianta acquatica mediterranea.
La scoperta è stata ribattezzata con il nome della località in cui è stata fatta: la «caprella tavolarensis». Il gamberetto va a ingrossare il già ricco patrimonio dell’Area marina protetta, dove convive il 50% dei vertebrati della Sardegna. La scoperta della caprella è stata effettuata durante gli studi per un dottorato di ricerca. Nell’estate 2007 Nicolas Sturaro, un ricercatore del Laboratorio di Oceanologia dell’Università di Liegi, in Belgio, ha condotto alcuni studi per conoscere gli effetti che le aree marine protette hanno sulle popolazioni degli anfipodi che vivono nelle praterie di Posidonia oceanica e le relazioni con le cascate trofiche, ovvero quella sorta di catena alimentare che lega tutte le forme animali e vegetali. In questo caso, gli anfipodi, i soggetti minori, fungono da cibo per i predatori più grandi, ovvero i pesci. Per gli scienziati, quindi, valutare lo stato di conservazione, compreso quello dei piccoli crostacei, può servire a capire lo stato di conservazione dell’ambiente marino. Gran parte di questi studi vengono effettuati nella prateria di Posidonia oceanica, l’ecosistema dominante nelle coste del Mediterraneo. Da oltre vent’anni questa specie è stata sottoposta a una rigida protezione, in modo particolare all’interno delle aree marine protette. Alle praterie, infatti, sono associati diversi invertebrati bentonici, quali appunto sono gli anfipodi, che per tanto tempo sono stati ignorati, ma in realtà hanno un ruolo essenziale nell’ecosistema Posidonia. I mini gamberetti costituiscono un’ importante fonte di alimentazione per gli organismi di dimensioni maggiori, in particolare per i pesci, e hanno un ruolo, seppur indiretto, nell’effetto riserva.
Nel mare di Tavolara Sturaro e il suo gruppo di studiosi ha addirittura scoperto una specie di anfipode mai venuta alla luce fino a quel momento. Proprio per questo motivo si è deciso di chiamarla con il nome dell’isola in cui è stata rinvenuta: «caprella tavolarensis».
Un’altra buona notizia per l’Amp diretta da Augusto Navone, che proprio recentemente è stata citata dal «National Geographic», la rivista leader mondiale del settore, come una delle 4 migliori aree marine d’Italia. I 18mila ettari di acque cristalline e spiagge bianchissime che si affacciano sui comuni di Olbia, Loiri Porto San Paolo, San Teodoro, sono da sempre il miglior biglietto da visita per uno sviluppo sostenibile del territorio: ambiente da un lato, turismo dall’altro.
Chiavi di questa notizia: Ambiente