Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Furtei, accordo per la bonifica della miniera

25/03/2011

autore: L. On.

L’Igea farà il risanamento ambientale e assumerà gli ex Sgm

CAGLIARI. C’è l’accordo per la bonifica e messa in sicurezza della dismessa miniera dell’oro di Furtei della Sardinia Gold Mining, società finita in procedura fallimentare per volere della capogruppo canadese Buffalo Gold che ha levato le tende e lasciato nei giacimenti auriferi di Santu Miali solo devastazione paesaggistica e ambientale, e 42 dipendenti senza più lavoro. All’assessorato regionale dell’Industria, ieri mattina l’assessore Oscar Cherchi ha siglato assieme al presidente dell’Igea Battista Zurru e ai rappresentanti sindacali il verbale d’intesa che chiude il percorso per la bonifica dell’area mineraria che per 18 anni è stata interessata dall’attività estrattiva dell’oro. Soddisfazione da parte di tutti per un accordo che assegna all’Igea, società in house della Regione, il risanamento ambientale del compendio minerario di Santu Miali e il compito di predisporre ed emanare entro 30 giorni un bando per la selezione del personale da destinare alle operazioni di bonifica del sito. Al bando pubblico, che chiederà specifici requisiti professionali, parteciperanno ovviamente i 42 dipendenti della ex Sgm che attualmente stanno partecipando a un corso di qualificazione nel settore di ripristino ambientale, gestito dalla stessa Igea su incarico della Regione. Per l’avvio degli interventi sono stati stanziati dalla giunta regionale 4 milioni e mezzo di euro, ma l’Igea prevede che ne serviranno molti di più per completare l’opera, secondo una valutazione di massima poco meno di 20. Questo è il prezzo che l’amminstrazione regionale dovrà pagare per essersi trovata in mano la patata bollente lasciata dai canadesi della Buffalo Gold. La Regione infatti deteneva con la sua Progemisa una quota societaria della Sardinia Gold Mining pari al 10 per cento. Lasciata sola a gestire una situazione di grande scempio paesaggistico e di pericolo ambientale (la miniera abbandonata è diventata un’autentica bomba ecologica al cianuro su cui hanno continuato a vigilare gli ex minatori nonostante non avessero più una società alle spalle che pagasse gli stipendi), non si è potuta tirare indietro e ha dovuto affrontare la situazione. E così finalmente è stata trovata una ipotesi di soluzione.
 Una situazione che sembra adesso in via di risoluzione definitiva. Facilmente immaginabile la soddisfazione dei rappresentanti sindacali territoriali che vedono coronata da successo la mobilitazione messa in atto da quando la miniera è stata chiusa e i minatori hanno perso il posto di lavoro.
 «E’ stato fatto un ulteriore passo avanti, forse decisivo - ha commentato Emanuele Madeddu, leader e portavoce della Rsu aziendale - erano due gli aspetti che ci stavano a cuore: quello ambientale e quello occupazionale. Mi sembra che possiamo ritenerci soddisfati» Abbiamo tutte le carte in regola per affrontare il bando». Stessi concetti sono stati espressi da Valter Saiu della Filcem, Marco Nappi della Femca, Salvatore Sini della Ulcem e da Efisio Lasio, segretario generale della Cgil provinciale: «Era un percorso non facile, l’epilogo è stato positivo. Adesso aspettiamo il bando, che deve tenere conto delle professionalità acquisite».

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