Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
È caccia all’uranio impoverito
23/03/2011
autore: VALERIA GIANOGLIO
INCHIESTA SU QUIRRA
La Procura di Lanusei sulle tracce indicate dal superteste cerca prove nella polveriera di Serrenti e al porto di Cagliari
PERDASDEFOGU. Dopo le centinaia di documenti relativi ad alcuni lotti di munizioni acquisiti nei giorni scorsi in diversi poligoni militari della Penisola, ieri mattina l’inchiesta su Quirra è tornata in Sardegna approdando per la prima volta nella polveriera dell’aeronautica, a Serrenti, e al porto di Cagliari con una puntata negli uffici della capitaneria. Gli obiettivi di questa fase dell’inchiesta della Procura di Lanusei sono due. Il primo è capire che fine abbia fatto l’ormai celebre rimorchiatore con il quale nei primi mesi dell’89 era stato trasportato da Quirra a Cagliari il missile all’uranio impoverito di cui parla il superteste dell’inchiesta, l’ex responsabile tecnico del poligono di Perdasdefogu Giancarlo Carrusci. Ecco perché ieri mattina la squadra mobile nuorese ha controllato a lungo documenti e carte custodite alla capitaneria di porto di Cagliari. Le domande alle quali gli investigatori devono rispondere sono tante: dove è finito il rimorchiatore zeppo di parti di missile all’uranio impoverito? Chi e come lo ha smaltito? Che pericoli possono aver corso tutti quelli che ci sono entrati a contatto? Il superteste Carrusci sin dall’inizio ha raccontato che il rimorchiatore centrato dal missile tedesco Kormoran con la testata all’uranio impoverito era tornato al porto di Cagliari e lì era rimasto inerte per almeno cinque anni. Tant’è che lui stesso, quando si era recato in porto, lo aveva visto più volte.
Il secondo obiettivo è capire esattamente quali missili e quali tipi di munizioni siano stati esplosi, sparati o sperimentati al poligono di Perdasdefogu negli ultimi trent’anni. Il sospetto, infatti - stimolato anche da alcune testimonianze e da una interrogazione datata 2000 del deputato leghista Edouard Ballaman - è che in mezzo a questo materiale ci fosse anche un lotto di munizioni sospette. Anche se il superteste, dal canto suo, ha sempre negato con forza che nel poligono di Quirra siano state sperimentate munizioni all’uranio impoverito. La squadra mobile nuorese, guidata da Fabrizio Mustaro, sta cercando traccia in particolare del lotto di munizioni delle quali parla il senatore Ballaman. Secondo il parlamentare si tratta di proiettili anti-carro di produzione israeliana, passati, a suo tempo, anche per il poligono di Baiano di Spoleto. In quest’ultima struttura, stando alle dichiarazioni di alcuni sindacalisti, quei proiettili anti-carro erano stati modificati e resi inerti, perché, sempre secondo i sindacati, nell’ogiva contenevano uranio impoverito. Ma la direzione del poligono di Baiano, informalmente, aveva fatto sapere che si trattava di tungsteno.
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