Ha inventato il fenomeno del sistema cultural-turistico
Il coinvolgimento del territorio ha portato all’aumento delle presenze
VILLANOVAFORRU. Il turismo culturale paga, eccome se paga. Tanto da essere, per il Medio Campidano e la Marmilla in particolare, una risorsa economica a valenza industriale. Il Sistema cultural-turistico generato dal consorzio “Sa Corona Arrubia” tira che è una bellezza: le sinergie fra musei, siti archeologici, alberghi, ristoranti, B&B e botteghe artigiane funzionano bene e danno buste paga.
Da Villanovaforru a Barumini, da Sardara a Villanovafranca - giusto per citare qualcuno dei tanti paesi del territorio che in forme e proposte diverse dispensano cultura e storia, arte e tradizioni -, procede a gonfie vele la sfida al turismo costiero e balneare di cui la Sardegna si fa tanto bella.
La Marmilla e il consorzio “Sa Corona Arrubia” stanno dimostrando da anni che «yes, we can», offrendo valide alternative (o perlomeno in supplemento) a mare, spiagge e tintarella.
Tant’è che se la provincia del Medio Campidano riesce a spendersi in campo turistico, lo fa soprattutto con la cultura e l’archeologia della Marmilla, non con le località balneari della costa di Arbus che hanno un ritorno prossimo allo zero. Ma questo è tutto un altro discorso: alle capacità e all’intelligenza imprenditoriale della Marmilla, fa riscontro la nullità generale che da sempre ruota attorno al patrimonio marino arburese.
Il boom del turismo culturale in Marmilla sta tutto nei numeri: il Museo naturalistico del Territorio si avvia a staccare il biglietto numero 500 mila da quando ha aperto i battenti (nel 2000), la Reggia nuragica e Casa Zapata a Barumini hanno avuto nel 2007 ottantacinquemila visitatori. I posti di lavoro fissi sono complessivamente un centinaio, ma l’indotto ne conta almeno cinque volte tanto.
«Abbiamo creato un sistema turistico di primo livello - ammette soddisfato il presidente di Sa Corona Arrubia, Alessandro Merici, dal 2005 alla guida del consorzio dopo l’era del primogenitore Giovanni Pusceddu -, il merito è dell’intero territorio che ci ha creduto. La nostra scommessa l’abbiamo definitivamente vinta l’anno scorso con la mostra precolombiana. Decine di migliaia di persone l’hanno visitata per cultura. Precedentemente i dinosauri, i diorami, gli Egizi avevano attirato per la curiosità del tema (soprattutto i bambini e le scolaresche), ma la “Precolombiana” era principalmente un evento culturale ed è stato un successo». E c’è in arrivo un’altra chicca: è prossima la mostra dei Mamuth della Siberia. La sfida continua.