19/03/2011
autore: E. A.
NURAXI FIGUS. Prima azione dimostrativa degli ambientalisti dell’associazione Adiquas, che da mesi vorrebbero il rispetto degli accordi tra Regione-Enel-Carbosulcis sul trasporto e lo stoccaggio delle ceneri e dei gessi delle centrali termoelettriche di Portovesme. Una decina di ambientalisti, alle 10, si sono sistemati in mezzo alla strada in terra battuta realizzata una decina d’anni fa per ridurre i tempi di percorrenza dei mezzi che trasportano i resti della combustione del carbone e hanno bloccato i camion. In mezzo alla strada per mezzora c’è stata una mini-assemblea, con il il presidente dell’associazione ambientalista Giancarlo Ballisai che ha illustrato i motivi della protesta: «La strada rappresenta un grave danno per la salute degli abitanti della frazione e l’economia degli allevatori e degli agricoltori della zona. Polvere e fango vengono trasportati dai camion che transitano quotidianamente nelle due direzioni, dalle centrali Enel alla discarica provvisoria della Carbosulcis. Nell’accordo tra Regione e gli altri enti era stato deliberato di finanziare il progetto per asfaltare la strada ed erano stati stanziati 16.5 milioni di euro. Che fine hanno fatto? Non siamo disponibili ad accettare che la frazione mineraria continui a vivere sotto una cappa inquinante». Tra i manifestanti era presente l’assessore provinciale ai lavori pubblici, Marco Simeone: «L’accordo siglato a suo tempo imponeva, prima del transito dei mezzi, la sistemazione della strada. Non è stato fatto e la Regione deve rispondere a questa inadempienza». Il virtuale blocco stradale è stato effettuato all’ingresso della strada in terra battuta, in territorio di Portoscuso. «Ma non è solo Nuraxi Figus - ha aggiunto il consigliere provinciale Angelo Cremone - a soffrire per questi disagi. Anche Portoscuso sta sopportando disagi ambientali sempre più pesanti».Chiavi di questa notizia: Inquinamento