Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Inquinamento, la Saras sotto accusa
20/02/2008
autore: ANDREA PIRAS
Sarroch. Dura presa di posizione contro l'azienda anche della Provincia di Cagliari
Il sindaco: «Troppo generica la relazione sull'incidente»
Non ha convinto la relazione della Saras sull'incidente nella raffineria.
Comune di Sarroch e Provincia puntano il dito contro l'azienda.
SARROCH.Pollice verso, giudizio negativo. Senza alcuna titubanza. Se non è un processo alla direzione della raffineria, poco ci manca. Di sicuro quelli espressi dal sindaco di Sarroch Mauro Cois e dall'assessore provinciale all'Ambiente, Rosaria Congiu, sono pareri severi, drastici. Espressi nel primo caso durante l'incontro di ieri mattina tra l'amministrazione comunale e i responsabili della Sicurezza dell'azienda petrolifera, nel caso di Congiu dopo aver ricevuto e letto la tanto attesa relazione tecnica che doveva chiarire le dinamiche dell'incidente avvenuto martedì 12 nella fabbrica. Quando un guasto ad un impianto ha causato la fuoriuscita in atmosfera di percentuali elevatissime di Idrogeno solforato.
Dice Cois: «Una relazione generica». E dice Congiu: «I nostri tecnici sono al lavoro, stanno esaminando scrupolosamente la relazione per verificare tutti i dettagli e valutare eventuali iniziative da intraprendere. Aspettavamo che l'azienda mettesse tutto per iscritto perché in una situazione in cui si supera di sei volte il limite consentito dalla legge, non basta che la Saras parli genericamente di guasto. È una vicenda su cui bisogna fare assolutamente chiarezza». Insomma, l'insoddisfazione per le spiegazioni dell'azienda del Gruppo Moratti, rinchiuse in una resoconto di due paginette, non accontentano nessuno. «Intanto il piano di emergenza non ha funzionato», taglia corto il sindaco di Sarroch, «visto che mentre noi informavamo l'azienda che i picchi di solfuro di idrogeno letti da una delle centraline erano preoccupanti, l'azienda rispondeva che era tutto in ordine». Con l'apparecchiatura della “Censa 1” (la sigla dell'apparato vicino alla sede della Guardia di Finanza) che raccontava di superamento insidiosi dei limiti di legge fino a quei 611,44 microgrammi per metro cubo rilevati alle sei del pomeriggio di mercoledì 13, «dunque parecchie ore dopo l'orario in cui si è verificato il guasto», ricorda Mauro Cois. “ Guasto di tipo elettrico ” avvenuto “ alle 20 e 30 circa ”, scrive la Saras. Nel concreto, per questo inghippo si sarebbe poi “ verificato il blocco di varie utenze di alcuni impianti di processo e il personale operativo ha eseguito le manovre di fermata in sicurezza degli stessi impianti. ” Quello del Cracking catalitico, quelli della distillazione atmosferica Topping 1 e Topping 2, il Vacum 2, tutti gli impianti di desolforazione gasolio. Per la Saras «le attività si sono svolte secondo le procedure operative previste e non si è verificato alcun problema alle persone, all'ambiente e agli impianti fissi». E poco importa se sul cielo di Saroch siano finite quantità illegali di solfuro di idrogeno, un inquinante non precisamente innocuo per la salute di chi lo respira. «I sarrochesi hanno il diritto di sapere, hanno il diritto di essere informati tempestivamente ed essere protetti», denunciano in un volantino diffuso in paese i consiglieri comunali dell'opposizione del Psd'Az.
Ma che è accaduto, veramente? «La sorgente dell'emissione anomala di H2s è derivata dal serbatoio St 98», scrive l'azienda. «Il serbatoio slop è dedicato a ricevere i prodotti non a norma che devono essere lavorati. La presenza anomala di un così alto contenuto di idrogeno solforato nello slop è stata un evento eccezionale». Resta la polemica. Durissima. Possibile che un'azienda gossa come la Saras, tra l'altro produttrice di enmergia elettrica, vada in tirl proprio per un guatso a un apparato elettrico?», si domanda il sindaco Cois, che per lunedì ha convocato un vertice allargato a Provincia, Regione, Arpas, ministero dell'Ambiente, Prefettura e naturalmente la Saras.
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