Rassegna Stampa
Testata: Il Sole 24 Ore
Sardegna unita alla penisola da un ponte elettrico da mille megawatt
17/03/2011
autore: Giuseppe Latour
Sardegna e penisola italiana collegate direttamente da un ponte elettrico ad alta tensione, con una potenza di mille megawatt. Un progetto che vale 750 milioni di euro. E che porterà un risparmio annuo per il sistema di 70 milioni. Sono le caratteristiche di Sapei (acronimo che sta per Sardegna - penisola italiana), il collegamento elettrico inaugurato questa mattina a Latina dal presidente e dall'amministratore delegato di
Terna, rispettivamente
Luigi Roth e
Flavio Cattaneo, e dal ministro dello Sviluppo economico,
Paolo Romani.
Un impianto che batte diversi primati: è il più lungo e il più profondo «L'impianto è il più importante nel mondo per potenza e lunghezza», Roth ha descritto in questo modo il progetto. Che, effettivamente, batte diversi primati. Il cavo è il più lungo del mondo con potenza da mille megawatt, coprendo una distanza pari a 435 chilometri;
è il più profondo e arriva fino a 1.640 metri sotto il livello del mare; ed è l'investimento più grande su una singola infrastruttura di trasporto elettrico del dopoguerra ad oggi. «Per l'opera non è stato investito un euro di finanza pubblica», ha sottolineato Cattaneo. L'investimento, infatti, sarà coperto interamente con capitale e bond di Terna; circa 373 milioni arriveranno da un prestito emesso dalla Banca europea per gli investimenti. Grazie ai risparmi garantiti dall'apertura del mercato, 70 milioni all'anno da attribuire al migliore funzionamento della rete, l'investimento sarà ammortizzato in una decina d'anni.
Coinvolte 177 imprese nella realizzazione «Questa volta, e non succede sempre quando si inaugura un'opera, vanno ricordati anche i tempi», ha detto Cattaneo. Il collegamento, infatti, è stato autorizzato in appena 14 mesi (contro i circa tre anni consueti in questi casi) e completato in 48 mesi; la sua realizzazione ha coinvolto 177 imprese. Le due stazioni elettriche di conversione a Fiumesanto (Sassari) e Latina sono state realizzate dal gruppo Abb, le opere civili sono dell'associazione temporanea di imprese tra Pellegrini e Acmar, i cavi sono stati costruiti da Prysmian e da Nexans. Il cavo potrà trasportare energia in due direzioni. «In questo momento – ha ricordato Romani – ad esempio stiamo importando energia per 200 megawatt dalla Sardegna. E questo ci porterà un consistente risparmio in bolletta».
Il progetto Insula Sapei apre la strada a un piano di collegamento delle isole italiane alla terraferma, chiamato "Insula". Sicilia, Elba, Ischia e Capri saranno raggiunte da una rete tecnologicamente all'avanguardia, con risparmi e maggiore sicurezza degli approvvigionamenti. L'ammontare complessivo di questo piano, escluso Sapei, sarà pari a 1,4 miliardi di euro. Allo studio c'è anche la possibilità di ammodernare il collegamento esistente tra Sardegna, Corsica e Toscana. Proprio quello che Sapei sta mandando in pensione.
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