Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Bithia capitale del Mediterraneo
17/03/2011
autore: ALESSANDRA SALLEMI
Via al primo scavo della città fenicia sepolta nel promontorio di Chia
CAGLIARI. Era una grande città, famosa nel Mediterraneo battuto dai Fenici, adagiata su un promontorio dove ci si poteva ricoverare qualunque fosse il vento, ma in nessuna epoca è mai stata scavata: dopo Pasqua, a Chia, comincia la prima ricerca archeologica su Bithia città, sotto la direzione del soprintendente Marco Minoja e con un’équipe di studiosi di varie epoche archeologiche.
Lo scavo è importante per molte ragioni, ma ha anche un primato non insignificante in tempi di tagli spericolati alla gestione dei beni culturali: in Sardegna è l’unica ricerca archeologica nuova finanziata dal ministero. Alla parte economica partecipa anche il comune di Domusdemaria, consapevole di cosa vorrebbe dire avere un parco archeologico di rilevanza nazionale (come Nora) affacciato su una delle spiagge più belle e più conosciute della Sardegna (Chia è rinomata come paradiso dei surfisti non soltanto nell’isola). Dunque si comincia dopo Pasqua e si va sul sicuro. In ottobre Minoja e quattro archeologi esperti di diverse epoche hanno condotto un sopralluogo piuttosto accurato nel promontorio in cui sorge la torre dove si vedono muri affioranti, pietre squadrate, impronte di strade, tutti ottimi indizi per sguardi allenati che hanno notato e raccolto anche vari ciottoli lavorati, a ben guardare pezzi di manufatti in terracotta (come il triangolino di color ruggine con una striscia nera, sottile e senza sbavature), piccoli attrezzi di uso per ora sconosciuto (come il mezzo cerchio pieno che somiglia ai fermi per le nasse dei pescatori). Bithia ha già rivelato interessanti testimonianze archeologiche nel corso del Novecento: il tophet sull’isolotto di Su Cardulinu, i resti del tempio al dio Bes, la necropoli dall’altra parte del promontorio. Resta la città: era grande, fra gli esperti c’è già la certezza che saranno diverse le epoche da indagare. Si sa che la parte fenicia è quella arroccata sul promontorio mentre la romana scende fino alla grande spiaggia di Chia. La vegetazione e la terra hanno ricoperto tutto, a differenza di altri centri dell’isola «non c’è stata continuità abitativa», dice il soprintendente nel suo ufficio con le foto del promontorio visto dall’alto e da vari scorci, cartoline formidabili. Minoja: «Il progetto di ricerca rientra nel quadro generale dello studio sulla Sardegna fenicia, con l’identificazione esatta dei siti fenici e quindi l’ipotesi di allestire un parco fenicio nel Mediterraneo. In Sardegna c’è questa particolarità di Bithia: un centro di importanza documentata, con la classica tipologia del promontorio a doppia esposizione e quindi con approdi doppi, i ritrovamenti della necropoli di corredi funerari tra i più belli e i più interessanti della Sardegna fenicia, una città chiaramente indiziata sotto la torre ma che non è mai stata scavata in modo sistematico. Tra le città fenicie note e importanti quest’ultima è una condizione unica. L’équipe creata ha competenze preistoriche, fenicio puniche fino all’età romana perché la ricerca possa essere a tutto tondo. Sarà di grande interesse approfondire quel che si è già visto: i notevoli contatti tra mondo nuragico e i coloni fenici. Ci sono ceramiche di soggetto nuragico fatte però con impasti di produzione fenicia. Poi ci sono le ceramiche importate dai coloni. L’arco di tempo va dall’VIII al VI secolo avanti Cristo e c’è un momento in cui a Bithia compaiono tracce dei contatti con l’Etruria. Stiamo mettendo a punto una collaborazione con l’università di Viterbo, che si occupa già di Nora». Lo scavo sarà accurato, si lavorerà sui vari strati archeologici, si comincia con una porzione ma Minoja vorrebbe gettare le basi per proseguire: «Stiamo cercando anche altri canali di finanziamento. Questo luogo è di alta qualità sul piano ambientale, avviare gli scavi archeologici può essere un progetto strategico che contribuisce, anche, alla tutela dell’intero comprensorio».
Chiavi di questa notizia: Beni culturali