Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Analisi sul catrame affidate all'Arpas

15/03/2011

autore: ANDREA PIRAS

Il fatto. Inquinamento a Torre delle Stelle, protestano i sindaci di Sinnai e Villasimius
Caccia aperta della Guardia costiera alla nave-fantasma

Sopralluogo della Polizia municipale, ieri mattina a Torre delle Stelle, per verificare le condizioni dell'arenile di Genn'e Mari dove tra sabato e domenica si è riversata una consistente quantità di catrame trascinate dallo scirocco. Saranno i vigili a predisporre la relazione richiesta dal sindaco Sandro Serreli per poter poi predisporre l'eventuale bonifica della cala.
I REPERTI Intanto la Guardia costiera ha affidato agli esperti dell'Agenzia regionale per l'ambiente i campioni di idrocarburi prelevati domenica pomeriggio sulla battigia. Le analisi di laboratorio consentiranno di individuare con esattezza il tipo di materiale trasportato dal mare e - almeno si spera - l'eventuale provenienza della chiazza oleosa.
IL MATERIALE Si tratta di acque di zavorra scaricate in mare aperto da qualche petroliera oppure di acque di sentina gettate in mare da traghetti, navi di linea o mercantili in transito nel canale di Sardegna e poi finite in spiaggia dopo aver “viaggiato” per diverse miglia fino a toccar terra? Il sindaco Serreli ancora una volta ha ricordato la necessità, per la Sardegna, di una vero progetto di tutela del mare e di prevenzione contro il rischio inquinamento. Esattamente come aveva fatto l'anno scorso insieme al sindaco di Villasimius, Tore Sanna, quando gli idrocarburi finirono su spiagge e scogliere della Sardegna sud-orientale. Questa volta la quantità di sporcizia è fortunatamente ridotta, ma i danni, a Genn'e Mari, restano e dovranno essere affrontati. «Il ragionamento che dobbiamo fare è sempre lo stesso, ed è quello che bisogna partire da un concetto apparentemente banale nella sua semplicità: siamo un'isola. È bene che qualcuno se lo ricordi visto che, sul mare, poco si è fatto e nulla si continua a fare». Nessuno sconto alla Regione, accusata di «perenne latitanza». Magari a Torre delle Stelle ci penserà la stessa mareggiata di scirocco a riprendersi il catrame che ha portato l'altra notte. E si ricomincerà a sperare che nulla di grave accada. «Ma accade, può succedere quotidianamente», ricorda Sanna, «visto che solo davanti alle coste meridionali transitano, ogni anno, 260 mila navi». Numeri che «non consentono ancora ritardi nella predisposizione di adeguate azioni di salvaguardia», come ha più volte spiegato anche il sindaco di Pula (l'altro centro della costa sud dell'Isola ad altissima vocazione turistica) Walter Cabasino, ricordando che proprio nel Golfo di Cagliari «è affacciata la più grande raffineria d'Europa, la Saras, e che proprio nel golfo navigano per dodici mesi l'anno, oltre alle petroliere anche gasiere, chimichiere e altre piccole e grandi navi.
DISARMATI «Ecco, davanti a questo scenario ancora si continua a restare disarmati, ad aspettare il ministero dell'Ambiente pur riempiendosi la bocca di parole come sovranità e autonomia. Allora, la strada è una, come si era fatto anni fa per gli incendi. Si chieda agli esperti, si trovino i fondi. Le strumentazioni satellitari o le centraline costiere già esistono, anzi questi sistemi di alta tecnologia l'Italia li esporta anche all'estero, nel nord Europa, ma noi non li sfruttiamo. E invece consentirebbero di controllare il traffico navale, i nostri litorali, permettendoci di intervenire per tempo in caso di riversamento in alto mare di idrocarburi e con largo anticipo prima che l'onda nera raggiunga spiagge e scogliere», dice ancora il sindaco di Villasimius. «Abbiamo cinque aree marine dislocate praticamente su ogni parte della Sardegna, perché non sfruttarle allestendo centri di sperimentazione? Se poi non ci vogliono, la Regione trovi altri punti, altri siti. Ma una volta per tutte agisca».

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