Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Uranio impoverito, una nuova pista

15/03/2011

autore: PAOLO CARTA

Sequestro di documenti nell'aeroporto di Decimomannu

Si cerca una traccia, un documento, un'ulteriore prova del fatto che nel poligono di Perdasdefogu e Quirra siano state sperimentate armi all'uranio impoverito. Ieri il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ha disposto il sequestro di tutti gli ordini di servizio degli aerei da combattimento partiti dall'aeroporto militare di Decimomannu per sganciare il loro armamento a Quirra o a Capo Frasca negli ultimi trent'anni. Nei documenti potrebbe essere registrato anche il tipo di carica in dotazione a mitragliatori e missili.
L'INCHIESTA Il sospetto è che le attività di addestramento militare e sperimentazione bellica abbiano potuto causare quell'inquinamento radioattivo, di emissioni radar o di nanoparticelle di metalli pesanti in grado di far ammalare in un numero superiore alla media i militari e i dipendenti civili del poligono e gli abitanti di Quirra.
URANIO Uno dei clienti del poligono di Quirra, per esempio, era la Hoerlikon Contraves, sospettata di aver preparato munizioni all'uranio impoverito in dotazione agli aerei Usa A 10. Dai documenti sequestrati ieri a Decimomannu, qualche giorno fa negli uffici dello Stato maggiore dell'Aeronautica a Roma e nel Cisam (il Centro militare sperimentale di Pisa) potrebbero emergere ulteriori conferme sull'utilizzo in Sardegna di determinati armamenti.
IL TESTIMONE Una prima testimonianza gli inquirenti della Squadra Mobile e della Procura di Lanusei l'hanno raccolta nei giorni scorsi da un ex ufficiale in pensione, l'ingegnere Giancarlo Carrusci di Monserrato. Nel suo proposito «di far chiarezza» su quanto è accaduto tra Perdasdefogu e Quirra, l'ex direttore tecnico del poligono ha contattato tv e giornali e ha raccontato nei minimi dettagli quel lancio sperimentale del razzo Kormoran effettuato negli anni 80 dai tedeschi della Messersmith con armamento all'uranio impoverito.
IL LANCIO «Fu l'unico test di quel tipo - racconta Carrusci - di cui io abbia ricordo, ma di quella testata all'uranio impoverito non risulta traccia nei documenti del poligono. Forse perché in quegli anni non si conosceva la pericolosità di quella sostanza». O forse perché chiunque noleggi il poligono (forza armata o industria bellica, non importa) non è soggetto ad alcun controllo dell'attività, è tenuto a rilasciare una semplice autocertificazione.
IL FILMATO Carrusci ricorda bene quel giorno, ha conservato anche il filmato: «Il missile tedesco sembrava che si stesse dirigendo verso terra, che non dovesse colpire il bersaglio, un vecchio rimorchiatore ormeggiato a largo di Porto Corallo. Fu io a urlare al direttore dell'esercitazione che i radar stavano seguendo alla perfezione la traiettoria, che il Kormoran stava raggiungendo il natante, proprio mentre il collega stava per premere il pulsante dell'autodistruzione. Missione compiuta: se il test fosse andato male, la Messersmith non avrebbe pagato la Difesa».
IL DECLINO Carrusci ha lavorato a Perdas dal 1977 al 1992: «Ho progettato il sistema radar, ho diretto tutti i lavori, eravamo il poligono d'eccellenza in Europa. Adesso no, i francesi a Bordeaux hanno continuato a investire, l'Italia no. Io penso che un po' in tanti, anche nel Governo e nello Stato maggiore della Difesa, oggi vogliamo chiudere la base di Quirra ormai obsoleta».
INQUINAMENTO L'ex capitano Carrusci, oggi sessantenne progettista di impianti a energia rinnovabile, è convinto che la base di Perdasdefogu non abbia causato le malattie e le morti denunciate nella zona. «Inquinamento, quello sì. Alcune attività come il brillamento di munizioni o gli spari contro i bersagli corazzati non possono non averne creato negli anni. Ma io ritengo che la zona sia ancora sicura: ci vado a pesca, al mare e a cercare funghi con i miei familiari appena posso». Ieri la Squadra mobile di Nuoro ha interrogato l'ex senatore leghista Edouard Ballaman. In passato aveva denunciato l'acquisto da parte dell'Itala di munizioni all'uranio impoverito che sarebbero state in parte sparate nelle basi sarde.

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