Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Uranio, nuovo sequestro di documenti
15/03/2011
autore: VALERIA GIANOGLIO
Il missile lanciato nel 1984: a Decimomannu la polizia acquisisce nella base aeronautica i piani delle missioni con destinazione Quirra
NUORO. Dopo le rivelazioni del superteste, l’ex ufficiale dell’esercito Giancarlo Carrusci, sull’utilizzo, nel 1984, di un missile all’uranio impoverito testato dai tedeschi al largo di Porto Corallo e poi finito subito dopo a Cagliari all’interno di un rimorchiatore, l’inchiesta su Quirra fa tappa ieri mattina nella base dell’Aeronautica a Decimomannu, mentre il dirigente della Mobile, Fabrizio Mustaro e il procuratore Fiordalisi sentono a Roma il senatore leghista Edouard Ballaman, autore di una interpellanza sull’utilizzo dei missili a uranio impoverito in alcuni poligoni italiani. Alle 8 gli agenti della squadra mobile nuorese bussano infatti alle porte della base. In mano hanno un nuovo «decreto di acquisizione atti» firmato dal procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Con quel documento gli agenti chiedono e ottengono decine e decine di carte relative agli ordini di missione dei velivoli italiani e stranieri che sono decollati da Decimomannu dagli anni Settanta a oggi. È un pezzo consistente di storia dell’Aeronautica in Sardegna che verrà adesso esaminato con cura dagli investigatori. L’obiettivo è piuttosto chiaro: in seguito al racconto del superteste, infatti, Procura e polizia vogliono cercare di ricostruire nel dettaglio il percorso che avrebbe fatto il missile con testa in guerra all’uranio una volta arrivato in Sardegna.
Secondo il racconto dell’ex ufficiale, Giancarlo Carrusci, infatti, quel missile era stato caricato su un «Kormoran» tedesco proprio nella base di Decimomannu, dal momento che il poligono di Perdasdefogu è sprovvisto di piste da volo. Per questo motivo, dunque, gli inquirenti ritengono che anche la base di Decimomannu possa avere documenti preziosi che riguardano tutti gli aerei italiani e non, che partivano da lì e poi si dirigevano a Perdasdefogu per sperimentare i loro missili. Le sperimentazioni, come ha spiegato il superteste alla polizia che lo ha sentito a lungo venerdì sera, erano regolate da precise regole e da una convenzione. «Chi veniva al poligono e voleva che noi studiassimo la traiettoria del suo missile, perché questo è il compito del poligono - spiega Carrusci - doveva firmare una convenzione. Dire di che tipo di missile si trattava, che tipo di studio voleva. Il poligono di Perdas, tra gli anni Ottanta e Novanta, era l’unico in Europa attrezzato per quel tipo di analisi. Era una punta di diamante. Quasi tutti i missili che abbiamo testato avevano una testa telemetrica, al posto dell’esplosivo avevano un trasmettitore di dati telemetrici, che poi venivano raccolti a Serralonga. I missili dei quali studiavamo la traiettoria non avevamo mai carica esplosiva consistente, al massimo ne avevano una molto ridotta perché, nel caso in cui fossero andati fuori traiettoria, dal poligono partiva il comando “distruzione missile”. Nella convenzione il cliente si impegnava a fare la bonifica, a eliminare, cioè, ogni stato di pericolo legato all’esplosione. Quello dell’84 è stato l’unico test con un missile a uranio impoverito fatto nella base: il missile non è mai rimasto al poligono perché è finito a Cagliari su un rimorchiatore». Domani, intanto, a Roma, davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito è prevista l’audizione del procuratore Fiordalisi.
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