Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Bonifica in ritardo dopo la marea nera: Comuni preoccupati

14/03/2011

autore: G. B. P.

Ripristino ambientale

La parola d'ordine è fare bene e in fretta. Gli amministratori dei Comuni interessati dall'inquinamento causato dall'olio combustibile fuoriuscito dalla centrale E.On. di Fiume Santo sono preoccupati che la bonifica non venga ultimata prima dell'inizio della stagione estiva.
La direzione dello stabilimento ha presentato a febbraio, poco prima della scadenza di legge, il piano di caratterizzazione delle zone su cui si è spiaggiato l'olio combustibife. La Provincia ha già risposto chiedendo alcuni ulteriori interventi che l'azienza ha già eseguito.
Ora si attende la convocazione della conferenza dei servizi che deve avvenire su iniziativa del ministero dell'Ambiente e con il coinvolgimento del comitato tecnico che la Regione ha costituito dopo l'incidente.
Questo è un appuntamento di grande importanza perché serve a dare attuazione al piano di caratterizzazione predisposto da E.On. E non è materia semplice.
Per rendere tutto più spedito per esempio occorre mettere attorno allo stesso tavolo le amministrazioni comunali di Sassari, Porto Torres, Stintino e Sorso per il territorio sassarese e gli amministratori di Santa Teresa, per la Gallura, zona raggiunta dal catrame diversi giorni dopo rispetto al litorale di Platamona.
Del comitato fanno parte anche organismi tecnici, come l'Ispra, l'Arpas, l'lstituto Zooprofilattico della Sardegna, quindi una serie di soggetti istituzionali che avendo compiti prettamente tecnici ignorano giustamente le sollecitazioni a fare «in fretta e bene». Però in gioco ci sono due cose fondamentalmente importanti di cui occorre tener conto: la prima è la stagione turistica che non può essere compromessa vista la situazione economica in cui versa il territorio; la seconda è l'esigenza di decidere gli interventi da effettuare e i tempi necessari utilizzando in entrambi i casi il buon senso.
Chi ha avuto modo di dare anche appena uno sguardo alle linee guida per «la perimetrazione e la caratterizzazione di un sito contaminato» sa di cosa parliamo. C'è un'infinità di adempimenti tecnici che richiede la massima sinergia fra vari soggetti interessati. E non è quanto sta accadendo oggi. E.On. ha effettuato la bonifica delle varie zone, da Porto Torres alla Gallura, ma finora non ha ottenuto neppure l'autorizzazione a trasferire i container, contenenti i sacchi con il materiale raccolto, dalle discese a mare di Platamona allo stabilimento di Porto Torres in attesa di disposizioni per lo smaltimento. Se già questo è un problema cosa ci si deve attendere per il piano di caratterizzazione?.

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