Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

L’energia elettrica ora arriva dai rifiuti

19/02/2008

autore: GIANFRANCO NURRA

Nella discarica di Sa Terredda gli impianti di pretrattamento

CARBONIA. Occorrerà attendere un anno e mezzo, perchè l’impianto di pretrattamento delle immondizie sia operante. È già in funzione, e la gara d’appalto per la gestione definitiva, dopo il periodo di rodaggio di sei mesi, è ormai alla vigilia del bando, la gestione dei biogas, utilizati per produrre energia elettrica. Due elementi che proiettano gli impianti di Sa terredda verso il futuro. Le caratteristiche? Gestione ottimale del sito, niente ecotassa (attualmente circa 300 mila euro all’anno), niente costi aggiuntivi per il trasporto della quota umida dei rifiuti nella discarica di Villacidro. Sono le prospettive che si aprono per la discarica di Carbonia dopo il trasferimento, dalla Regione al comune, della gestione degli impianti, finora sotto tutela della comunità montana. «La decisione ci consente di rendere produttiva la discarica, con benefici economici per tutti i comuni del bacino che attualmente conferiscono i rifiuti - spiega il sindaco Cherchi - I progetti sono due: il primo è quello di produzione di energia elettrica; il secondo è la trasformazione della frazione organica in concime organico di qualità». Le nuove iniziative sono legate alla creazione dell’impianto di pretrattamento, che consiste in una differenziazione accurata dei rifiuti. «Un elemento aggiuntivo alla differenziata per consentire che i materiali siano omogenei e riutilizzabili, vuoi per la trasformazione in concimi che per la predisposizone di cdr, utilizzabile come un vero e proprio combustibile - aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Guadagnini -. Una trasformazione che conferisce alle immondizie un valore commerciale, e che, inpiù, ci consente consistenti risparmi, primo fra tutto quello del trasferimento della parte umida a Villacidro, dove i costi di stoccaggio sono alti e dove incidono anche i costi del trasporto». Un elemento che sembra un limite per una estensione della differenziata della parte umida oltre la quota attuale, imposta dalla Regione, dell’11 per cento, perchè i costi, a carico dei cittadini, aumenterebbero in proporzione. «Lo svolgimento di tutte le funzioni di trasformazione a Carbonia porterebbe vantaggi rilevanti - spiega Guaagnini - e non solo per la città. Ciò che in questa fase ci interessa è far decollare tutti i progetti. Poi riteniamo che la proprietà della discarica e di tutti gli impianti debba passare alla Unione di comuni del Sulcis, di prossima costituzione, o almeno ad un Consorzio che veda insieme i comuni che conferiscono nella discarica. Le prospettive sono ottime. L’utilizzo del biogas comporta introiti grazie alla produzione di energia per 800-900 mila euro all’anno».

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