Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Sul poligono nessuna ambiguità»
13/03/2011
Quirra: Caterina Pes respinge le accuse di Irs Aristanis
ORISTANO. «Nessuna ambiguità da parte mia, anzi, confermo il mio impegno a liberare la Sardegna dalla presenza delle basi militari». Al deputato Caterina Pes non sono certo andate giù le accuse, arrivate da più parti, di tenere una posizione di “ambiguità concettuale” sulla vicenda del poligono militare del Salto di Quirra. Una polemica nata da un’interrogazione parlamentare presentata dai deputati sardi del Pd sulla possibilità di far partecipare la Sardegna al progetto europeo di sviluppo di aereo senza pilota, sottoscritta anche da Caterina Pes, ora accusata di fare in qualche modo il doppio gioco, ovvero da una parte schierarsi contro le basi militari nell’isola, salvo poi sponsorizzare progetti che riguardano un sito dove da tempo si sospetta sia stato impiegato l’uranio impoverito. «Ho sempre sostenuto attivamente e in prima persona la battaglia contro le servitù militari nella nostra isola. Per questo motivo mi dispiace particolarmente che quell’interrogazione sia stata ampiamente fraintesa e male interpretata», afferma il deputato oristanese in una nota. Tutto ha inizio alcuni anni fa, quando, a livello europeo, venne promosso un progetto per la sperimentazione sui due prototipi di aereo senza pilota a cosiddetta tecnologia duale, ovvero militare ma con ampie possibilità di sviluppo anche dal punto di vista civile nei settori delle telecomunicazioni, agricoltura, sorveglianza del territorio, industria energetica. «Per noi sardi, che da anni combattiamo contro la piaga dei roghi estivi, la possibile applicazione sarebbe stata soprattutto rivolta al controllo del territorio per la prevenzione degli incendi e la salvaguardia dell’ambiente - scrive Pes - Un po’ come è accaduto per internet e il gsm: tecnologie nate in ambito militare che, applicate in ambito civile, hanno nettamente migliorato il nostro modo di comunicare e di vivere». Nel progetto erano inclusi il Piemonte e la Puglia, ma non il Salto di Quirra, «che a noi pareva idoneo a ospitare un Polo Aerospaziale italiano, con la possibilità di un futuro industriale ad alto contenuto tecnologico del valore prossimo ai 5 miliardi di euro». Caterina Pes liquida poi l’accusa di ambiguità concettuale: «Solo strumentalmente si può pensare che tutto ciò voglia dire mettere in discussione la battaglia per la riduzione delle servitù militari, alla quale ho partecipato e partecipo in prima persona. Confermo peraltro la mia contrarietà a qualsiasi tipo di insediamento militare che possa creare ulteriori interdizioni temporanee o permanenti nell’isola».
Chiavi di questa notizia: Inquinamento