Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Nuovi sequestri di materiali radioattivi

12/03/2011

autore: PAOLO CARTA

Il caso. Gli inquirenti indagano anche sulla distruzione di armi e munizioni nella base
Quirra, conservate senza precauzioni parti di missili Nike

Nove amperometri radioattivi in dotazione ai missili Nike sono stati trovati ieri dagli inquirenti in un magazzino all'interno del poligono di Quirra. Si tratta di un deposito della Vitrociset, l'azienda che si occupa della manutenzione dei radar e del calcolo della traiettoria dei razzi testati nella base. All'esterno del locale nessuna indicazione della pericolosità di quanto era stato stipato. La radioattività doppia rispetto a quella naturale è stata accertata dal professar Paolo Randaccia, fisico dell'Università di Cagliari.
Il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, che indaga sull'eventuale rapporto tra guerre simulate e alta incidenza dei tumori denunciata nella zona, ha ordinato il sequestro degli amperometri radioattivi. Il comitato Gettiamo le Basi da anni ha segnalato che sette dipendenti della Vitrociset si sono ammalati a Quirra.
Giovedì il professar Pierluigi Cocco, medico responsabile del poligono, aveva spiegato che lui stesso aveva organizzato la conservazione delle valvole dei radar radioattive: «Tutto in regola, nessun problema per la salute». Di diverso avviso gli inquirenti: «Nei locali nessuna indicazione di pericolo».
Linchiesta è in corso da due mesi ma le ipotesi investigative si stanno allargando: negli anni 80 e 90 ad armi e munizioni ormai non più utilizzabili dalle forze armate di tutta Italia sarebbero state distrutte a Quirra. Anche quelle all'uranio impoverito che l'Italia, secondo il senatore leghista Edouard Ballaman, aveva acquistato nel 1995 da Israele? Domanda in attesa di risposta. Secondo alcuni testimoni, i camion arrivavano in Sardegna con le casse di armi e munizioni da smaltire attraverso enormi esplosioni. Il materiale tossico e inquinante rimasto a terra dopo il botto, secondo gli inquirenti, veniva raccolto, caricato di nuovo sui camion e trasportato altrove. Ma diversi bidoni sarebbero stati sotterrati nella base.
Questo nuovo filone dell'inchiesta ha portato gli agenti della Squadra mobile di Nuoro e di Roma a bussare alla porta dello ufficio del Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, generale De Bernardis, al quale hanno chiesto di esibire tutti i documenti relativi alle operazioni di distruzione di armi e munizioni effettuate in Sardegna tra l'80 e il '90.
Proprio sulle procedure di distruzione del materiale bellico sono stati interrogati anche il comandante del poligono di Quirra, generale Bonotto, e altri cinque ufficiali. Lo scopo: capire se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza a tutela della salute dei soldati.

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