Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Uranio impoverito, sentito il superteste
12/03/2011
autore: VALERIA GIANOGLIO
I SEGRETI DEL POLIGONO DI QUIRRA
L’ex ufficiale dell’Esercito interrogato dagli inquirenti conferma: «Fu usato in un solo lancio» PERDASDEFOGU. «Ho visto in diretta l’esplosione del missile a uranio impoverito»: per tutta la sera, ieri, davanti al capo della squadra mobile nuorese, Fabrizio Mustaro, Giancarlo Carrusci, l’ex ufficiale dell’esercito che per primo ha ammesso l’utilizzo di un missile all’uranio impoverito al largo di Porto Corallo, ricostruisce diciassette anni di lavoro, commesse da tutto il mondo, e retroscena mai emersi al poligono di Quirra. Racconta com’è che ha assistito in diretta «al primo e unico lancio di un missile a uranio impoverito dal poligono». E ribadisce che l’uranio, a Quirra, quel giorno dell’84, non ci è mai rimasto perché è stato portato subito dopo l’esplosione al porto di Cagliari. Ma la polizia e il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, decidono comunque di sequestrare il filmato che per 27 anni è rimasto nelle sue mani. E che nessuno, tra ex assessori regionali e addetti ai lavori, nonostante le segnalazioni, ha mai voluto vedere. «Me lo ricordo perfettamente, quel giorno - spiega l’ex ufficiale del poligono, che per anni è stato anche responsabile dell’attività operativa - erano venuti da noi i tecnici di una ditta tedesca, la Mbb, e ci avevano detto che volevano sperimentare al poligono il missile Kormoran con testa in guerra a uranio impoverito. Volevano lanciarlo da un’aereo loro contro un rimorchiatore, e ci chiedevano di studiarne la traiettoria. Nessuno di noi, quando ha citato l’uranio impoverito, si è allarmato perché a quel tempo non se ne conosceva la pericolosità. Ecco perché nei documenti del lancio non risulta la presenza di quella testa a uranio. Ma quel lancio c’è stato, è stato l’unico, ma non ne è rimasta traccia a Quirra. Di uranio impoverito, nel poligono, non se ne troverà mai». Dopo le rivelazioni fatte avant’ieri alla Nuova, Carrusci lo spiega ieri anche alla polizia, che lui, quel giorno, viene chiamato a un compito speciale. «Mi pare che mancasse un tecnico radar - dice - così il comandante mi chiese di mettermi a una postazione radar per vedere quello che succedeva. Così ho assistito in diretta al lancio e ho potuto filmare tutto perché da tempo avevo dotato ogni radar di una telecamera. In quel caso avevo a disposizione una telecamera sofisticatissima, collaudata in Florida, con un’ottica di 180-1800 millimetri. Costava un miliardo e mezzo di lire. Era la stessa che utilizzavano gli Usa per filmare il ritorno dello Shuttle». Il missile viene lanciato. Vola bassissimo, due metri sopra il pelo dell’acqua. «I tedeschi - spiega Carrusci - non rimasero soddisfatti perché si aspettavano che il rimorchiatore che avevano scelto come bersaglio esplodesse. Invece il missile ci finisce dentro, esplode, ma la nave, che era piena di polistirolo, rimane integra. Così, l’uranio rimane imprigionato al suo interno. Subito dopo il rimorchiatore viene portato a Cagliari. Al poligono, di uranio impoverito, non è mai rimasta traccia». Alla mobile nuorese che lo interroga, ieri sera, Carrusci spiega anche che esiste una notevole differenza tra le sperimentazioni fatte a Quirra, e quelle al Salto di Quirra nella piana di Cardiga. «A Quirra - precisa - a differenza di quanto si dice, non sono mai state fatte esplosioni, solo lanci. Ci sono quattro zone lancio: Hawk, Nike, Marte e Alfa. Gli impatti sono stati fatti al Cardiga. E nonostante questo, mi risulta che lì, i pastori, non abbiano mai segnalato problemi alla salute».
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