Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
«A Quirra i tumori sono nella norma»
11/03/2011
autore: PAOLO CARTA
Il medico del poligono: tutti i dati smentiscono l'allarmismo
PERDASDEFOGU Novità dal fronte del poligono di Perdasdefogu e Quirra. Se sino a qualche giorno fa anti-militaristi e pacifisti, comitati di cittadini, indagini delle Asl, persino un'inchiesta della Procura di Lanusei e fior di scienziati hanno espresso il sospetto che l'alta incidenza dei tumori registrata nella zona sia legata alle guerre simulate, da ieri bisogna aggiornare la situazione: ci sono altre due tesi diverse.
I VACCINI A Roma la commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito ha intervistato i responsabili dell'associazione Condav (Coordinamento Nazionale Danneggiati dai Vaccini). Santa Passaniti ha contestato la teoria dell'esposizione all'uranio impoverito e alle nanoparticelle provocate dalle esplosioni di guerra: «Le patologie di cui hanno sofferto e sono morti i reduci dalle missioni all'estero e i soldati che hanno partecipato alle esercitazioni in Sardegna sono da ricollegare alle vaccinazioni».
I NUMERI E a Perdasdefogu il professor Pierluigi Cocco, docente universitario e responsabile sanitario del Poligono («in base a una convenzione con azienda mista Asl 8-Università e ministero della Difesa») ha sostenuto che il punto di partenza di ogni dibattito, denuncia, articolo di giornale, pareri di “scienziati” «tra virgolette» è tutta una bugia: «I dati sull'incidenza dei tumori nella zona attorno al poligono sono assolutamente normali». A Roma fuoco e fulmini nell'audizione della commissione parlamentare d'inchiesta. Secondo i responsabili del Condav, «1660 dei 1802 soldati malati, cioè l'85 per cento, non hanno mai partecipato alle missioni all'estero e quindi non sono entrati in contatto con uranio impoverito o nanoparticelle di metalli pesanti, contenuti invece nei vaccini come l'anti-tifico Neotyf ». Per il Condav, «anche le malformazioni degli agnelli riscontrate a Quirra potrebbero essere causate dai prodotti usati nella profilassi di prevenzione di determinate patologie».
IL DIBATTITO Più articolato il dibattito a Perdasdefogu, nell'aula magna dell'istituto scolastico Ipsia gremita in ogni ordine di posto per ascoltare il parere del professor Cocco, del dipartimento di Sanità pubblica di Medicina del lavoro dell'Università di Cagliari. Il docente, per correttezza, ha subito spiegato i suoi rapporti di lavoro con il poligono: «Sono il medico competente responsabile della salute dei lavoratori dal 2002, ma sono indipendente dai militari».
I DATI Si è rimboccato le maniche della camicia bianca e ha cominciato a esporre i suoi studi. Basati sulle indagini epidemiologiche realizzate da Asl 8 nel 2001 su Muravera, San Vito e Villaputzu (compresa la frazione di Quirra), sui dati della mortalità per tumori dal 1980 a Villaputzu ed Escalaplano tra il 1980 e il 1999, raccolti dall'Istituto superiore di Sanità, sulla mortalità e i ricoveri di tutti i tredici comuni dell'Area del poligono tra il 1997 e il 2001 per conto della Regione Sardegna nel 2007 (Giunta Soru). «Tutti dati già disponibili da tempo, che devono essere letti da un esperto epidemiologo come me, non da persone senza alcuna qualifica specifica come ingegneri o docenti di Anatomia comparata».
LE CRITICHE Il bersaglio sono anche i giornalisti: «Si vede che chi scrive non ha nessuna cognizione epidemiologica». E soprattutto i veterinari della Asl che hanno fotografato i casi di tumore a Quirra: 10 su 18 pastori che lavorano a stretto contatto con la base si sono ammalati. Proprio ai veterinari il professor Cocco si rivolge alla fine del suo lungo e applaudito intervento: «Il loro lavoro non ha nessuna rilevanza scientifica epidemiologica».
I DUBBI C'è da dire che alcuni studi portati ieri dal professor Cocco erano stati duramente criticati da epidemiologi di chiara fama internazionale come Valerio Gennaro, consulente delle due commissioni parlamentari d'inchiesta sull'uranio impoverito. Ieri lo stesso assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori, ha evidenziato davanti al Consiglio regionale la necessità di un un'ulteriore indagine sui numeri dei casi di tumore, «che si può concludere entro un anno». Perché nessuno ha mai saputo spiegare come mai in una frazione di 150 abitanti come Quirra ci siano tanti malati di leucemia.
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