Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Salviamo la spiaggia di San Giovanni»

11/03/2011

autore: ANDREA MASSIDDA

Appello di Legambiente contraria alla nuova darsena

ALGHERO. «Qualcuno salvi la spiaggia di San Giovanni, senza la quale la città perderebbe una parte importante della sua storia balneare che risale addirittura all’Ottocento». L’appello è di Luciano Deriu, segretario di Legambiente, e giunge proprio ora che sui tavoli della Regione starebbe arrivando alle fasi finali l’iter del Piano particolareggiato del porto di Alghero. «Un progetto - denuncia l’ambientalista - che prevede appunto la costruzione di una nuova darsena sul litorale di San Giovanni con la cancellazione tombale della spiaggia».
 Quello di Deriu appare come un vero e proprio grido di dolore. «San Giovanni - continua - è una spiaggia urbana, lusso consentito a pochissime città marinare. In un’epoca di drammatico impoverimento degli arenili, mentre si fa di tutto per recuperare qualche lingua di sabbia, un piano come quello che si vuole attuare ad Alghero, che cancella intenzionalmente un luogo del genere, pare inverosimile».
 Per il segretario di Legambiente, infatti, San Giovanni è tutt’altro che una spiaggia a perdere. E il Piano particolareggiato del porto dovrebbe essere assolutamente rivisto. «Abbiamo già un altissimo numero di posti barca, circa duemila - commenta - e se davvero occorresse aumentarli si potrebbero ottenere da una intelligente razionalizzazione dell’esistente». Sempre secondo Deriu, ciò che davvero manca al porto di Alghero «è un valido management capace di una gestione razionale e produttiva, sottratta all’arbitrio di una molteplicità di concessionari, titolari di spazi, strutture e pontili in competizione tra loro».
 Tuttavia, non tutte le visioni dell’ambientalista sembrerebbero stridere con il Piano particolareggiato che ha in mente l’amministrazione comunale. Questo, almeno, sino a quando Luciano Deriu parla di «un porto riqualificato che può dare vita a nuova occupazione, promuovendo le attività nautiche e portuali, le attività di manutenzioni, elettronica, falegnameria specialistica, servizi di charter, pesca turismo, diving, pesca sportiva e sport acquatici». Una visione, quest’ultima, piuttosto aderente a quella espressa del sindaco Marco Tedde.
 Ma a preoccupare Legambiente è il progetto di un nuovo molo, specie per l’impatto che questo potrebbe avere sugli equilibri dinamici del litorale sabbioso. «Le analisi degli studiosi - conclude Deriu - hanno ampiamente dimostrato come l’attuale stato di dissesto strutturale del litorale sabbioso di Alghero non è causato solo da processi naturali. L’accelerazione dell’arretramento della linea di costa è stata in buona parte causata dalla incongruità delle opere portuali, progettate e realizzate per esigenze diportistiche e difensive, senza che siano stati efficacemente valutati i loro effetti, alcuni dei quali si sono rivelati devastanti per la conservazione dei litorali sabbiosi. Insomma, c’è davvero da riflettere prima di costruire nuovi porti».

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