Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«La verità sulla marea nera»

11/03/2011

Legambiente risponde alle accuse del comitato

PORTO TORRES. «Ci preme precisare che a differenza di quanto affermato dal comitato “Tuteliamo il golfo dell’Asinara”, Legambiente non ha affermato che “i fondali e il pesce del golfo non erano inquinati”». Così Massimo Fresi, di Legambiente Sardegna replica al comitato che che aveva “accusato” l’associazione di non aver atteso gli accertamenti.
 Fresi spiega che sulla base di considerazioni di carattere scientifico, illustrate nel convegno del 12 febbraio si riteneva che «in considerazione della natura chimico-fisica del materiale dell’ordine di grandezza della massa sversata, delle condizioni meteorologiche e in base ad esperienza e letteratura scientifica disponibile, si può ragionevolmente desumere che non vi sia stato deposito di sostanze inquinanti sui fondali e che la quasi totalità dello sversamento si sia spiaggiato, con grave danno per decine di chilometri di litorale». Fresi ricorda che Legambiente non ha avuto remore a denunciare la gravità di quanto accaduto e le responsabilità dell’azienda e degli organismi pubblici che hanno collaudato l’impianto di scarico dell’olio. «Così come non assolviamo i responsabili di carenze nei controlli e nel monitoraggio nelle operazioni pericolose che si svolgono nell’area industriale e per il tardivo e poco efficiente intervento dopo l’incidente - aggiunge l’esponente di Legamebiente -. Non crediamo che enfatizzare i pericoli e il danno sia rendere cosa utile ai cittadini, che devono essere, invece, costantemente e correttamente informati, e purtroppo non lo sono, di quanto avviene nel territorio».

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