Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Non ci sono certezze occupazionali»

10/03/2011

autore: Pinuccio Saba

Porto Torres, assemblea della Cgil: «No alla fermata del cracking»

PORTO TORRES. La chimica verde è un’occasione da non perdere, ma occorrono garanzie sui livelli occupazionali che possono essere mantenuti solo se si impedisce la chiusura del cracking dell’etilene, cuore del polo chimito di Porto Torres. È quanto hanno sostenuto i lavoratori dell’indotto (metalmeccanici, edili, servizi) aderenti della Cgil che ieri si sono riuniti in assemblea (nella foto) per valutare il progetto Eni-Novamont. Le esperienze del passato hanno reso i lavoratori prudenti ma anche diffidenti nei confronti dell’Eni e ora, prima di dare un giudizio definitivo, si attende di conoscere il “vero” piano industriale della chimica verde.
 Il giudizio è quindi positivo sugli investimenti prospettati ma assolutamente negativo per la mancanza di certezze occupazionali. Di conseguenza il progetto così com’è, è inaccettabile. Ma per opporsi al progetto dell’Eni, che vorrebbe chiudere il cracking già all’inizio della prossima estate, occorre l’unità del sindacato.
 Un appello che è stato ripetuto in quasi tutti gli interventi di ieri mattina anche se il segretario della Cgil Antonio Rudas ha ribadito che «l’unità sindacale non è in discussione. Lo slittamento dello sciopero generale del territorio è dovuto solo a ragioni tecnico-organizzative e non di certo perché con Cisl e Uil non ci sia unità di intenti».
 In questa fase, hanno sottolineato sia Tore Frulio (edili) sia Gavino Doppiu (metalmeccanici) si rischia di fare il gioco dell’Eni che in passato è riuscito a dividere il sindacato «come è accaduto in occasione della firma dell’accordo sulla chimica dell’autunno del 2009», quando solo la Cgil e la Filctem territoriale non sottoscrissero quel documento. Un errore che bisogna assoltamente evitare perché la compattezza del sindacato è l’unica arma in grado di fermare i propositi dell’Eni. Ma anche il sindacato non può affrontare da solo questa vertenza che interessa tutto il territorio. E anche per questa ragione, secondo la Cgil è necessario stimolare il mondo della politica e le associazioni di categoria. In attesa di vedere, finalmente, il vero piano industriale di Eni-Novamont.

Chiavi di questa notizia: Attualita