Istanza della difesa: «Dopo quasi cinque anni la situazione del Poetto dev’essere verificata»
Consegnati ai giudici del tribunale campioni di sabbia: «I parametri sono quelli stabiliti nel progetto
CAGLIARI. Arrivato alle ultime battute, il dibattimento per il disastro del Poetto potrebbe ricominciare daccapo: l’avvocato Andrea Pogliani, il difensore dei dirigenti della Provincia Salvatore Pistis e Andrea Gardu, ha presentato in aula un’istanza perchè sull’operazione ripascimento e sulle condizioni attuali della spiaggia venga condotta una perizia tecnica. Pogliani sostiene che gli effetti dell’intervento eseguito a marzo 2002 dall’amministrazione provinciale devono essere valutati a distanza di tempo e non nell’immediato.
Il tribunale, presieduto da Francesco Sette, si è riservato la decisione. Così come si è riservato sull’ammissione agli atti del processo del nuovo materiale prodotto dal legale ieri mattina: Pogliani ha chiesto di consegnare ai giudici due campioni di sabbia per dimostrare come la granulometria non fosse decisiva sulla riuscita del ripascimento. Per l’accusa, sulla base delle consulenze, la sabbia storica superficiale oscillava tra 0.250 e un millimetro. Ma la sabbia prelevata oggi nell’area ricostruita dell’arenile corrisponde perfettamente a quei parametri. In realtà - ha sostenuto il difensore - la vecchia sabbia, quella bianchissima, non superava mai il quarto di millimetro. Era molto fine ed è soprattutto un materiale oggi introvabile. Ecco perchè la spiaggia che i cagliaritani ricordano come un sogno non poteva essere replicata con l’apporto di nuovi materiali. Come dire: si è fatto il possibile.
Resterebbe la questione del colore ma - ha sostenuto Pogliani - quella risulta ormai superata dai dati riportati nel capitolato d’appalto: l’indicazione contenuta nei documenti consegnati all’impresa era riferita a una sabbia grigia, non candida come quella storica. Dunque, secondo la difesa, se il colore stabilito nel capitolato è stato rispettato e la granulometria riscontrata oggi sulla spiaggia corrisponde a quella che l’accusa indicava come la granulometria giusta, il lavoro di ripascimento è stato condotto al meglio.
Per confermare questa valutazione Pogliani ha prodotto in udienza anche alcuni filmati realizzati in questi giorni e immagini fotografiche sullo stato attuale dell’arenile, da confrontare con fotografie della situazione precedente: «Le immagini - ha spiegato il legale - dimostrano che non ci sono pietre, così come non rispondono al vero una serie di contestazioni dell’accusa». Immagini del Poetto sono state prodotte anche dai pubblici ministeri Daniele Caria e Guido Pani, per i quali invece le condizioni della spiaggia sono tutt’altro che accettabili. Su richiesta dei pubblici ministeri alla prossima udienza - il 22 febbraio - sarà sentito il geologo Guido Demontis, che partecipò all’elaborazione del progetto di ripascimento del Poetto.
Dopo la condanna col rito abbreviato dell’ex presidente della Provincia Sandro Balletto (64 anni) e del geologo Luigi Aschieri (70) sono in attesa del giudizio di primo grado Renzo Zirone (66 anni), il geologo e funzionario della Provincia Salvatore Pistis (48), il dirigente della viabilità Andrea Gardu (62), il responsabile del procedimento Lorenzo Mulas (55), il presidente del consiglio d’amministrazione della Mantovani Piergiorgio Baita (59) e il dipendente della Sidra che si occupava del ripascimento Daniele Defendi (52) tutti accusati di concorso in danneggiamento aggravato.
Sott’accusa per concorso in falsità ideologica aggravata anche i membri della commissione scientifica incaricata di seguire l’intervento sulla spiaggia: sono Andrea Atzeni (65 anni), Paolo Orrù (52), Giovanni Serra (54), i dirigenti Pistis e Gardu con il geologo Antonello Gellon (51), che doveva vigilare sul lavoro a bordo della draga. Infine l’amministratore della società Sarcobit Marcello Vacca (40 anni) insieme a Zirone, Gardu e Mulas è accusato di aver stoccato senza autorizzazione 800 metri cubi di rifiuti tratti dalla pulizia della spiaggia nell’area del tiro a volo, alle spalle del Poetto. Gardu deve rispondere anche di un altro falso ideologico e di abuso d’ufficio per aver firmato un’attestazione di ‘regolare esecuzione dei lavori’ nonostante il 23 settembre 2002 i lavori non fossero finiti, favorendo il pagamento delle fatture alla Sarcobit.