Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Pilia: «La Regione cerchi la verità»

08/03/2011

autore: Lamberto Cugudda

Il presidente della Provincia chiede supporti per la Sindrome di Quirra
Un’indagine epidemiologica potrebbe evitare i falsi allarmi

TORTOLÌ. Sindrome di Quirra: il presidente della Provincia, Bruno Pilia (Api), ha scritto a Cappellacci. «Ritengo che anche la Regione - rimarca - per l’importanza che riveste a livello istituzionale per la salute e sicurezza della popolazione presente nel proprio territorio, debba svolgere un ruolo importante nella ricerca della verità. Sarebbe auspicabile che, da subito, partecipasse attivamente, supportando in modo concreto la nostra neonata unità di crisi».
 «Ogni giorno di più - scrive Pilia - cresce l’angoscia. Oltre che terreno di guerre virtuali e simulate, l’Ogliastra è divenuta terra di scontro mediatico spesso solo ideologico: la Sindrome di Quirra esiste davvero? E se sì, qual è la sua gravita? Quali le cause e quali le soluzioni?». E fa rilevare. «Delle due l’ una: la Sindrome di Quirra esiste e gli ogliastrini, in parte già vittime incolpevoli, continuano ad essere esposti a un grave pericolo; la Sindrome di Quirra non esiste, l’Ogliastra ed il suo ambiente, l’immagine del territorio, il circuito agroalimentare, vengono irrimediabilmente danneggiati dal “gossip” che ruota su tutta la vicenda». Per Bruno Pilia, l’allarme, giustificato o meno «nasce sulla base di frammentarie informazioni prive di basi scientifiche» che fanno riferimento al manifestarsi di una maggiore incidenza del numero dei tumori e delle malformazioni nella zona del Pisq. E ritiene che solo un’indagine epidemiologica potrebbe squarciare il velo di confusione e di polemiche. «Purtroppo - si legge ancora nella lettera a Cappellacci -, spiace constatare che una simile indagine non è stata ancora effettuata. A dire il vero alcune indagini sono già in corso (su tutte quella del ministero della Difesa e quella, di diversa natura, avviata dalla Procura) ma queste hanno presupposti e soprattutto finalità, sicuramente meritevoli, ma non coincidenti con il diritto alla salvaguardia della salute che pretendiamo». Per cui, devono essere le istituzioni sarde, a tutti i livelli di governance, a doversi occupare del problema. Pilia sottolinea: «Un approccio ragionato all’affaire Sindrome di Quirra trova il punto di partenza in un’analisi sistematica dei dati statistici sulla natura e l’incidenza dei tumori in causa (linfomi e leucemie). Parte di questi dati sono di pronto reperimento in quanto già contenuti nelle banche dati del Registro tumori delle Asl di Nuoro e Ogliastra. La prima fase della trattazione dell’argomento dovrà essere l’acquisizione e l’aggregazione di questi dati, il loro aggiornamento, la loro contestualizzazione geografica e, da ultimo, una loro prima interpretazione». Il principio ispiratore dell’attività dovrà essere quello di discernere i dati scientifici dal “sentito dire”. Questo è il metodo che ha voluto darsi l’unità di crisi inter-istituzionale costituita dalla Provincia.

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