Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Tuvixeddu, dopo lo stop del consiglio di Stato è braccio di ferro legale

07/03/2011

autore: MAURO LISSIA

CEMENTO E BENI CULTURALI Molti parlano di «battaglia vinta» ma per l'impresa non cambia niente

CAGLIARI. La sentenza del Consiglio di Stato ha fermato il piano edificatorio di Tuvixeddu? I giuristi delle associazioni ecologiste e culturali ne sono certi: l’applicazione del Codice Urbani, recepito dal piano paesaggistico regionale, protegge coi vincoli imposti dalla Regione l’area punico-romana e il paesaggio storico dei colli cagliaritani. Con loro si schiera anche Fabio Granata.
 «Una vittoria della buona politica: battaglia vinta», dice il parlamentare del Fli.
 Sull’altro fronte Nuova Iniziative Coimpresa ribatte che sarà proprio il Ppr a dare il via libera a nuove costruzioni in base all’accordo di programma firmato nel 2000 con Regione e comune di Cagliari. La questione è complessa e le argomentazioni giuridiche ancora di più. Di certo basterà attendere i prossimi mesi per capire chi ha ragione. Da definire sul piano giudiziario ci sono ancora alcuni passaggi: il vincolo sul canyon imposto dalla Direzione regionale dei Beni culturali, all’esame del Tar. Il ricorso in secondo grado presentato dal Gruppo di Intervento giuridico contro l’autorizzazione paesaggistica che sta alla base dell’accordo di programma, l’arbitrato sui risarcimenti richiesti dall’impresa privata e infine i nullaosta bocciati dal Consiglio di Stato per ulteriori moduli del piano di edificazione, che Coimpresa dovrà richiedere alla Sovrintendenza architettonica e non più al Comune. Registriamo in estrema sintesi alcuni pareri contrapposti sugli effetti dell’ultima sentenza.

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