Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Il pesce del golfo dell’Asinara è sano Lo dicono le analisi di laboratorio
06/03/2011
autore: Gianni Bazzoni
Fine dell’allarme scattato tra i consumatori dopo l’incidente dell’11 gennaio
SASSARI. Il pesce del Golfo dell’Asinara può essere consumato tranquillamente. La conferma arriva dalla relazione tecnica depositata ieri nell’ufficio del sostituto procuratore Paolo Piras.
Il magistrato - titolare dell’inchiesta che deve accertare cause e responsabilità dell’incidente che l’11 gennaio ha provocato lo sversamento in mare di olio combustibile da una condotta della centrale elettrica E.On di Fiume Santo - voleva fare chiarezza immediata su un punto fondamentale. Anche perchè riguarda un settore importante dell’economia del territorio messo in ginocchio da allarmismi ingiustificati. E poi c’era un altro obiettivo, non certo secondario: dare informazioni corrette alla popolazione che aveva ridotto drasticamente il consumo di pesce. Le conclusioni delle indagini spazzano via ogni dubbio. Il pesce del Golfo è sano, ha superato tutti gli esami. Compreso il raffronto con gli esemplari catturati nella zona di Alghero e dell’Argentiera, dove il fenomeno inquinante di gennaio non ha prodotto effetti.
L’attività investigativa è stata portata avanti dalla Capitaneria di Porto Torres secondo un protocollo specifico. Sono stati effettuati campionamenti di pesce con il coinvolgimento di un pescatore, al quale per l’occasione è stata attribuita la funzione di ausiliario di polizia giudiziaria. Le battute di pesca sono andate avanti per più di una settimana e hanno interessato diversi punti del Golfo dell’Asinara, in particolare la zona sotto costa compresa tra Fiume Santo e il litorale di Platamona (indicate dai tecnici come particolarmente interessate dall’inquinamento). Dopo ogni uscita in mare, parte del pescato è stata prelevata dai veterinari dell’Asl di Sassari, coordinati dal responsabile del Dipartimento di prevenzione. I campioni sono stati poi consegnati all’istituto Zooprofilattico sperimentale della Sardegna e esaminati dal responsabile del laboratorio di analisi chimiche. La disposizione del magistrato che conduce l’inchiesta era chiara: «ricercare tracce di sostanze inquinanti di natura idrocarburica derivanti o riconducibili a prodotto sversato». I risultati hanno dato esiti più che soddisfacenti: nessuno dei 16 idrocarburi ricercati è stato rilevato in livelli di concentrazione superiore ai limiti previsti per legge.
La formula è tecnica, ma già nella prima fase degli accertamenti l’orientamento - come aveva preannunciato l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Denegri, che ha seguito direttamente la fase di accertamento - era di assoluta tranquillità.
L’altro segnale era arrivato dai tecnici del Servizio igiene degli alimenti di origine animale dell’Asl, i quali avevano fin da subito autorizzato a donare in beneficienza la parte di pescato in eccedenza rispetto alle necessità di laboratorio. Proprio perchè non era stata riscontrato alcun elemento evidente di contaminazione degli esemplari pescati nelle acque del Golfo dell’Asinara.
La conclusione della relazione dell’Asl consegnata al sostituto procuratore Paolo Piras è rassicurante: «Si può affermare che non esiste al momento alcun rischio legato al consumo di questi prodotti per quanto attiene alla presenza di idrocarburi policiclici aromatici».
Chiavi di questa notizia: Inquinamento