Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Quirra, via i pastori dal poligono

05/03/2011

autore: PAOLO CARTA

Ordine di sgombero dell'Aeronautica: aree da bonificare

Per la prima volta da quando esiste il poligono militare di Perdasdefogu e Quirra, il Comando ha dato l'ordine di sgombero per pastori e animali da alcune aree della base. E il motivo non sono particolari test o esercitazioni belliche, ma un'operazione di bonifica.
Strano ma vero, l'ordine da parte del Ministero della Difesa non era mai arrivato in questi termini e modi in cinquant'anni di guerre simulate, prove di accensione di razzi, test di oleodotti da sistemare in zone di guerra, sperimentazioni di nuovi armi e nuovi missili, esercitazioni da parte delle forze armate arrivate in questo angolo di Sardegna da tutto il mondo (e ripartite fornendo una semplice autocertificazione di quanto avevano testato in Sardegna).
LA BONIFICA Si procede alla bonifica adesso, mentre è in corso un'inchiesta della Procura di Lanusei sull'alta incidenza di tumori, linfomi e leucemie, registrata nella zona attorno alla base militare. Proprio in questi giorni in cui nel poligono sono in corso gli esami tossicologici dell'Enea su acque, terreni, vegetazione e quant'altro possa essere venuto in contatto con gli allevatori e il loro bestiame, da sempre al pascolo in quella zona. Una cosiddetta caratterizzazione tossicologica dell'ambiente della base militare fondamentale per capire l'eventuale grado di inquinamento causato delle polveri di guerra in zone dove non cresce più nemmeno l'erba.
ALLEVATORI L'ordine di sgombero riguarda tutti gli allevatori che avevano ottenuto il permesso di portare i loro animali al pascolo nei 13 mila ettari del poligono a terra di Perdasdefogu. Sono aziende di Villaputzu, Villagrande, Tertenia, Escalaplano, di tutti i paesi che hanno dovuto cedere terreni alla causa delle guerre simulate negli anni Sessanta. La bonifica riguarderà soltanto alcune zone che sono state comunicate ai diretti interessati.
Sia chiaro, ripulire il poligono era un'operazione quanto mai necessaria. In quella zona dove chiunque, quando non si spara, può andare a cercare asparagi e funghi oppure a visitare le grotte di particolare pregio naturalistico di Is Ingortidroxius, era facile trovare pezzi di missili, di radiobersagli e proiettili sparsi tra la vegetazione.
I SEQUESTRI Proprio quelle discariche erano state sequestrate dalla Procura di Lanusei dopo un sopralluogo della Squadra mobile e della Forestale di Nuoro nella zona. Gli stessi militari, qualche giorno dopo, avevano segnalato agli inquirenti di aver trovato in una parte del poligono pezzi di missili sotterrati probabilmente dai tedeschi negli anni Sessanta, qualcuno con il classico segnale di pericolo “chi tocca muore”. E il racconto degli ordigni (esplosi e non) presenti nei fondali davanti al litorale di Quirra si perde nella notte dei tempi nella zona, tant'è che anche la Marina ha cominciato a valutare la possibilità di ripescare quel materiale bellico ormai incrostato dalle alghe.
LA MAGISTRATURA Alle operazioni di bonifica nel poligono a terra e nel fondale saranno presenti anche gli inquirenti coordinati dalla Procura di Lanusei: tutto quello che verrà ritrovato dovrà essere nominato dagli esperti scelti dal procuratore Domenico Fiordalisi.
LE CASSE Intanto i vertici dell'Aeronautica militare spiegano che la sistemazione delle parti radioattive della strumentazione dismessa dal poligono in un bagno di cemento è la procedura regolare imposta dal Cisam (il Centro studi militare di Pisa) in vista dello smaltimento delle sostanze nocive. E che quindi non ci sarebbe nessun giallo riguardo al contenuto delle cassette radioattive trovate dagli inquirenti in un deposito di Capo San Lorenzo dove si erano ammalati di linfoma due magazzinieri. Resta da capire perché erano state dimenticate per undici anni in quel deposito.
Le quindici casse sequestrate dalla magistratura sono state aperte giovedì nel laboratorio-bunker dell'Ateneo di Cagliari nella Cittadella universitaria di Monserrato, alla presenza dei professori Paolo Randaccio e Massimiliano Rocchetti (quest'ultimo del Politecnico di Torino).
SEGRETO ISTRUTTORIO Top secret il loro contenuto, resta da capire se corrisponde a quanto descritto nelle etichette: uranio 238, trizio, isotopi sconosciuti, oltre al radio con il quale erano stati verniciati metal detector e visori notturni.
I fisici nucleari si sono presi qualche giorno di tempo per stilare una relazione tecnica da consegnare al procuratore Domenico Fiordalisi. Di sicuro gli strumenti in possesso dell'Università di Cagliari hanno confermato il livello di radioattività registrato da quelli in possesso dei Vigili del fuoco durante l'ispezione al poligono: cinque volte sopra la media, al di sotto, in presenza di quella quantità esigua di materiale, del limite di legge.

Chiavi di questa notizia: Inquinamento