Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Un coro unito su Tuvixeddu: «Quella sentenza riaccende le speranze di salvaguardia»

05/03/2011

autore: Mauro Lissia

NECROPOLI DI CAGLIARI, STOP AL CEMENTO
Da Sardegna Democratica agli ambientalisti tutti soddisfatti Un futuro per i beni archeologici. «Così il colle si potrà salvare»

CAGLIARI. «Con la sentenza del Consiglio di Stato che sulla vicenda di Tuvixeddu dà ragione alla Regione e al piano paesaggistico l’isola registra una giornata storica»: è il commento di Sardegna Democratica, l’associazione che fa riferimento all’ex presidente Soru, dopo la decisione dei giudici di palazzo Spada destinata a fermare i bulldozer che minacciavano il paesaggio storico-archeologico dei colli cagliaritani.
 «Un paesaggio culturale identitario - si legge sul sito dell’associazione, che ha partecipato alla controversia amministrativa insieme a Italia Nostra e alla Regione - uno dei più importanti dell’isola è stato finalmente restituito ai cittadini, al popolo, a tutti noi. Questa sentenza è un raggio di luce nelle tenebre della speculazione».
 Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento Giuridico, ‘nemico’ storico del piano Coimpresa per Tuvixeddu, si dichiara «estremamente felice per questa sentenza, che spiana la strada a una seria definizione della questione Tuvixeddu». Per Deliperi è ora che «l’attuale amministrazione regionale, il comune di Cagliari e il privato si rendano conto che su quel sito non possono essere coltivate aspirazioni edificatorie». Deliperi attende ora l’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato sulla validità dell’autorizzazione paesaggistica generale che sta alla base dell’accordo di programma del 2000: «Se arriverà, come speriamo, una decisione favorevole il colle sarà finalmente salvo, ma già ora possiamo dire che questo bene inestimabile ritorna nel patrimonio pubblico».
 Sulla stessa linea la responsabile giuridica di Italia Nostra Maria Paola Morittu («una sentenza che ci riempie di gioia») e il capogruppo della commissione ambiente del Senato Roberto Della Seta (Pd), che insieme a Fabio Granata (Fli) si è battuto a lungo in difesa dell’area archeologica chiedendo un intervento di vincolo al ministro dei Beni culturali: «Questa sentenza è un’ottima notizia che ridà futuro a questo straordinario patrimonio archeologico, paesaggistico e culturale. Adesso - ha aggiunto il parlamentare - chi deve decidere ha tutti gli strumenti per far prevalere l’interesse generale alla difesa di un prezioso bene comune, rispetto all’interesse privato di chi vuole cementificare il colle».
 Soddisfazione anche da parte di Legambiente Sardegna, secondo la quale «poichè attualmente si mantiene quanto prescritto dal piano paesaggistico regionale con questa sentenza tutto quanto era previsto nell’accordo di programma del 2000 dovrà essere sottoposto alla verifica di compatibilità paesaggistica».
 Per Massimo Zedda, candidato sindaco di Cagliari per il centro-sinistra «la sentenza su Tuvixeddu segna un passaggio fondamentale per il futuro della città e si afferma il concetto che la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico possa rappresentare un nuovo modello di sviluppo».
 «Registriamo con soddisfazione la legittimità della tutela introdotta dalla giunta Soru con anche la garanzia del Ppr - è il commento dei consiglieri comunali del Pd, Marco Espa e Ninni Depau - perchè di tipo paesaggistico e blindata anche dal codice Urbani. Ma quello che ci preme sottolineare è il fallimento della classe dirigente di questa città, incapace di capire che non bastava trincerarsi dietro l’interesse di una parte, lo stesso errore fatto con lo scempio del Poetto».

Chiavi di questa notizia: Tuvixeddu