Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Alla Saras la lunga notte dei veleni

14/02/2008

Sarroch. Le centraline hanno rivelato una presenza record di idrogeno solforato

Superata di sei volte la soglia-sicurezza delle emissioni

SARROCH. Emergenza dopo il superamento per sei volte dei limiti di legge sulle emissioni di solfuro d'idrogeno sprigionate dalle ciminiere. L'emergenza è scattata in piena notte, quando ad andare in tilt è stato uno dei compressore della Saras. Un guasto tecnico che costretto l'azienda a bloccare i suoi impianti per la messa in sicurezza della raffineria ma ha anche provocato il superamento di ben sei volte della soglia di rischio indicata per l'idrogeno solforato. A leggere le percentuali impazzite del gas finito in atmosfera è stata in particolare una delle centraline antinquinamento della Regione gestite dalla Provincia di Cagliari. Il primo allarme all'una di martedì notte, quando l'H2s invece di attestarsi sui valori cosiddetti normali di cento microgrammi per metro cubo, ha raggiunto i 123. Un dato che durante la notte ha continuato a crescere fino ad oltre sei volte il limite di sicurezza. Alle quattro di ieri pomeriggio il picco si era attestato sui 136 microgrammi per metro cubo, un'ora dopo aveva superato i 290 e alle 18 del pomeriggio era praticamente impazzito sfiorando i 611 microgrammi.
I dati rilevati dalla centralina “Censh1” sistemata davanti alla Saras nei pressi della Guardia di finanza e trasmessi al centro di monitoraggio della qualità dell'aria della Provincia in tempo reale, sono stati immediatamente comunicati dai funzionari all'assessore all'Ambiente Rosaria Congiu e al presidente Graziano Milia. Poi la comuiniocazione al sindaco di Sarroch Mauro Cois e al prefetto di Cagliari Salvatore Gullotta.
«Ho naturalmente sento i dirigenti della Saras e sono in attesa di una relazione scritta», ha detto a tarda sera il sindaco Cois che ha immediatamente convocato lo staff tecnico e i suoi assessori. «L'azienda ha comunicato verbalmente di essere stata costretta a fermare gli impianti dopo la rottura di un compressore. È stata proprio la fermata a provocare la fuoriuscita dalle ciminiere di una percentuale eccessiva di solfuro d'idrogeno. Per domani ( oggi per chi legge, ndr) ho già chiesto un vertice tra Comune e Saras».
“L'idrogeno solforato è un inquinante generato in vari processi di trasformazione di materiali organici contenenti zolfo, in ambiente anaerobico. Presenta un caratteristico odoro di uova marce. Irrita le mucose, le congiuntive e le vie aeree. A lungo termine agisce sul sistema centrale in particolare del centro respiratorio”, si legge nel rapporto annuale sulla qualità dell'aria redatto dalla Provincia. “A concentrazioni elevate (oltre i 150 ppm) causa paralisi del nervo olfattivo. Una concentrazione di 700 ppm è mortale, la massima concentrazione accettabile è di 10 ppm”.
Insomma, una sostanza da tener sotto stretto controllo. E il superamento di ben sei volte i 100 microgrammi stabiliti per legge come soglia massima, ieri, ha davvero preoccupato Provincia, Comune e abitanti.

 

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