Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Le idropulitrici scaldano i motori

04/03/2011

autore: SERENA LULLIA

Santa Teresa e Aglientu aspettano il bel tempo per azionare i mezzi Pisciottu soddisfatto, mentre Filigheddu aspetta i risultati delle analisi

SANTA TERESA. Le tanto attese idropulitrici accenderanno i motori in questi giorni. Non appena le condizioni del tempo miglioreranno partirà l’operazione smacchia-rocce nei comuni di Aglientu e Santa Teresa. L’impegno è stato preso nel corso della riunione del Comitato regionale per la marea nera. Restano invece in stand by gli interventi sulle scogliere di Baja Sardinia. Bisogna aspettare il risultato delle analisi dell’Arpas. Prima di dare il via alle bonifiche è necessario che il catrame spiaggiato a Cala Battistoni e spruzzato sulle scogliere abbia una origine certa. Gli esami sulle medagliette di catrame spiaggiate sono un po’ la carta di identità del materiale inquinante. Un approfondimento fondamentale per capire se arriva dalla centrale di Fiume Santo.
 Il sindaco di Santa Teresa, Stefano Pisciottu per la prima volta, dopo un mese e mezzo in trincea, si concede un sorriso. «L’incontro di ieri con il Comitato regionale è stato positivo - spiega il primo cittadino Stefano Pisciottu -. Finalmente una riunione operativa durante la quale si è deciso in modo definitivo la procedura di intervento sulle scogliere. Le idropulitrici sono già a Santa Teresa. La ditta sta organizzando il modo in cui intervenire. Il piano prevede due azioni. Una più facile, sulle scogliere raggiungibili da terra. Una più complicata, per le rocce su cui si può arrivare solo dal mare. L’impresa si sta organizzando con barche e gommoni. Un risultato importante. Vigileremo sulla correttezza delle operazioni di bonifica».
 Resta per il momento congelata la situazione ad Arzachena. Anche il sindaco Piero Filigheddu ha preso parte alla riunione con il comitato regionale presieduto da Oscar Serci. Un ingresso di diritto dopo la scoperta delle tracce di catrame sulla spiaggia di Cala Battistoni lo scorso week end. Quaranta i chili di monete nere che sono stati raccolti dalla Geseco e dalle guardie ecozoofile in tre giorni. Per la Provincia è certo che le tracce di catrame siano targate E.On. Gli esperti dell’assessorato all’Ambiente da un primo esame sul posto hanno verificato che il materiale inquinante, per forma e consistenza, è simile a quello trovato sui litorali da Monte Russu a Capo Testa. La certezza arriverà solo dalle analisi dell’Arpas. «Prima di procedere alla bonifica è necessario sapere con sicurezza se il catrame arriva dalla centrale di Porto Torres - dichiara il sindaco Filigheddu - o se ha un’altra origine. Un risultato che dovrebbe arrivare entro pochi giorni, senza il quale non si può procedere alla bonifica delle scogliere. L’importante è che i tempi siano stretti. Altrimenti siamo pronti a eseguire il lavoro di pulizia delle rocce da soli e addebitare i costi a chi ha le responsabilità. Nel frattempo sono arrivati gli operai della Verde Vita che stanno pulendo la spiaggia».

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