Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Quirra, segreto sulla cassa misteriosa

04/03/2011

autore: PAOLO CARTA

Il caso. Potrebbe essere la svolta nell'inchiesta su guerre simulate e tumori aperta dalla Procura di Lanusei sul poligono
Contiene cemento per isolare una sostanza radioattiva

Il contenuto delle casse con materiale radioattivo esaminato ieri nel bunker della facoltà di Fisica dell'Università di Cagliari resta segreto. Potrebbe essere una svolta nell'indagine aperta dalla Procura di Lanusei sul rapporto tra guerre simulate alta insorgenza dei tumori registrata nella zona. Stando a indiscrezioni filtrate, nelle casse sequestrate nei depositi di Perdasdefogu e Quirra dove si sono ammalati di linfoma due magazzinieri, c'è stata qualche sorpresa per gli investigatori.
MILITARI L'Aeronautica ostenta sicurezza e fornisce per suo conto un primo responso: «Nessuna arma all'uranio impoverito». Certamente è stato rinvenuto uranio 238, quello naturale, nei componenti analizzati ieri. Confermata la loro alta radioattività, cinque volte superiore alla media: l'uranio 238 ha un valore standard di 0,2, gli strumenti del professor Paolo Randaccio, docente di fisica nucleare dell'Ateneo cagliaritano, hanno segnato “più uno”. Comunque non pericoloso alla salute, in quelle quantità: ma se in passato in quel magazzino fosse stato sistemato un numero più elevato di materiale radioattivo in attesa di smaltimento, allora il discorso sarebbe diverso.
CASSA SOSPETTA Ma il particolare più inquietante è un altro e potrebbe essere la vera svolta nell'inchiesta sul poligono: in una delle 15 casse esaminate ieri c'era un blocco di cemento. Materiale che sarebbe stata utilizzare per isolare altri elementi pericolosi contenuti nella cassa sigillata. E in questo caso sarebbe grave il fatto che fosse custodita in un deposito senza alcuna segnalazione di rischio radioattività, di libero accesso per i lavoratori del poligono.
L'ESAME Ieri mattina gli uomini della squadra mobile di Nuoro, che segue l'inchiesta per conto del procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, i vigili del fuoco dello speciale reparto nucleare, biologico, chimico e radiologico, anche gli artificieri della Questura di Cagliari (nel caso che si scoprisse la presenza di armi all'uranio impoverito), si sono presentati nella Cittadella universitaria di Monserrato a mezzogiorno. Appuntamento con il professor Randaccio per l'esame del materiale sequestrato dalla magistratura nella base.
IL RADIO Si è cominciato dalle cassette aperte, quelle contenenti metal detector di vecchia generazione con il quadrante radioattivo e verniciati con una sostanza al radio, ritenuta abbastanza pericolosa e che deve essere per legge conservata in locali idonei e protetti.
Lavori sono proseguiti per sei ore. Ma le analisi del materiale rinvenuto dureranno diversi giorni. Non prima di una settimana il professor Randaccio sarà in grado di fornire al procuratore Fiordalisi una completa relazione tecnica spettrometrica di quanto esaminato ieri.
LA NOTA L'Aeronautica ribadisce che le casse contengono «solo valvole di radar utilizzate nel poligono e poi smontate a fine uso, dove potrebbero essere presenti piccole tracce di uranio naturale, trizio, torio e cobalto 60. Nel settembre scorso un'ispezione del Cisam (il Centro studi militari di Pisa) aveva certificato che il materiale, lo stesso sequestrato dalla procura di Lanusei, era custodito secondo i criteri previsti dalle norme».
ISPEZIONE Intanto ieri pomeriggio ennesima ispezione nel poligono su ordine del procuratore Domenico Fiordalisi. Uomini dalla Polizia e della Forestale, insieme al professor Pier Luigi Carboni, tossicologo dell'Università di Cagliari, hanno prelevato dei campioni di acque, terra e muschio in terreni del Poligono che saranno poi presi in esame dal tossicologo incaricato dalla Procura per verificare la presenza di radioattività o inquinamenti nocivi per la salute dell'uomo e degli animali. controllata soprattutto la zona dove erano state nascoste sotto terra armi utilizzate dai tedeschi negli anni Sessanta.

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