Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Quirra, aperte le casse: i materiali sospetti in un «bagno» di malta

04/03/2011

autore: Valeria Gianoglio

SERVITU’ MILITARI E SOS SANITA’ Controlli da proseguire, la magistratura nomina un tossicologo tra i suoi periti

PERDASDEFOGU. Sette ore di lavoro nel bunker della cittadella universitaria di Cagliari circondato da uno schieramento di forze in grande stile: vigili del fuoco, squadra mobile di Nuoro, personale del laboratorio. Ma alla fine delle operazioni, sulle cinque casse con tracce di radioattività sequestrate nei giorni scorsi al poligono di Quirra e aperte e analizzate ieri pomeriggio dal fisico Paolo Randaccio, scende il silenzio. Su precisa disposizione del procuratore Domenico Fiordalisi.
 Nessun commento da parte del fisico che avrà trenta giorni di tempo per depositare la sua relazione tecnica, nessuno dagli investigatori. Mentre l’Aeronautica continua a ribadire che in quelle casse c’erano solo parti di valvole e pezzi di radar, e nessun tipo di uranio pericoloso. Certo è che qualunque oggetto contenessero quelle casse - ma sembra che fossero effettivamente valvole e parti di radar - era in gran parte immerso nella malta cementizia. Era stato, cioè, già pre-trattato nell’attesa di essere spedito al Cisam di Pisa, l’ente che si occupa non solo di ricerca ma anche di supporto logistico alla Difesa. E che si occupa anche di stoccare il materiale radioattivo che gli giunge dalle basi e dai poligoni militari di tutta l’Italia. Alcuni documenti dello stesso Cisam, tuttavia, acquisiti alcuni giorni fa dalla squadra mobile nuorese guidata da Fabrizio Mustaro, avevano stabilito che quel materiale doveva essere stoccato dieci anni fa.
 In azione un tossicologo. Intanto, ieri mattina, mentre in quel di Cagliari stavano per partire le analisi del fisico Randaccio, il poligono di Perdasdefogu è stato teatro di una nuova fase di indagini scientifiche. Stavolta, a entrare in azione è un tossicologo dell’università di Cagliari nominato come consulente dal procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Si chiama Pierluigi Caboni, ed è un ricercatore di chimica con un nutrito curriculum e pubblicazioni su veleni, tossine, pesticidi. Le sue analisi cominciano ieri mattina, alla presenza di squadra mobile, scientifica e Forestale, e si protraggono per alcune ore. Preleva carote di terreno, campioni di acqua e di muschio, “spennella” vecchi carri armati per recuperare tracce potenzialmente preziose per le indagini. Le zone interessate dai suoi prelievi sono in gran parte le stesse visitate da altri consulenti della Procura. Una, ad esempio, è la zona dove circa una settimana fa era affiorata una piccola discarica di metalli. Parti di missile, rottami di vario genere che lo stesso personale dell’Aeronautica aveva notato durante un’operazione di bonifica disposta dal comandante del poligono, il generale Sanzio Bonotto. A far affiorare quei metalli, probabilmente, era stata anche la pioggia. La discarica metallica era stata posta sotto sequestro dal procuratore Fiordalisi. Ieri, anche attorno a questa discarica, il tossicologo Caboni preleva alcuni campioni di acqua e alcune “carote” di terreno. Nei prossimi giorni analizzerà tutto per capire se il terreno e l’acqua del poligono possano o meno aver assorbito sostanze nocive alla salute. Un’altra zona del poligono dove ieri sono stati prelevati i campioni è quella attorno alla piattaforma di lancio dei missili

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