Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Tumori a Quirra, poligono nel mirino

02/03/2011

autore: PAOLO CARTA

L'Enea dovrà dire se ci sono rischi per la salute di chi ci lavora
Entro un mese i due nuovi consulenti della Procura del Tribunale di Lanusei dovranno chiarire tutti i dubbi che riguardano il rapporto tra guerre simulate e incidenza di tumori e malformazioni tra ovili e pastori.

Da ieri c'è un giudizio, imparziale e neutro, che incombe sul poligono di Perdasdefogu e Quirra. Entro un mese due consulenti dell'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) dovranno chiarire se le guerre simulate sono in grado di creare problemi alla salute degli allevatori di Quirra o che pascolano nel poligono.
CONSULENTI L'incarico è stato affidato ai due consulenti dal procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, che sta indagando sull'alta incidenza dei tumori registrata nella zona. Secondo uno studio dei veterinari delle Asl di Lanusei e Cagliari, dieci dei diciotto pastori con casa e ovile in un raggio di 2,7 chilometri dal poligono si sono ammalati di leucemia. E in quegli stessi allevamenti, nel corso degli anni, sono nati agnelli malformati, senza addome, con sei zampe, sordi. Gli esperti medici e veterinari dell'Enea, Marta Piscitelli e Fiorella Carnevali, dovranno stabilire se le polveri di guerra, le accensioni dei razzi, l'attività dei radar che controllano le traiettorie dei missili e gli spari delle forze Nato che da 60 anni si svolgono tra Perdasdefogu e Quirra rappresentino un rischio per chi abita o lavora vicino alla base.
L'INCHIESTA Uno studio ancora più importante se si pensa a quel che hanno accertato di recente la Procura di Lanusei e la Squadra mobile di Nuoro. Discariche di bersagli perforati da spari ritrovati dietro i cespugli all'interno dei 13 mila ettari del poligono, e poi un missile inesploso nel tratto di mare davanti all'isolotto di Quirra in mezzo ad altri ordigni rimasti nel fondale da decenni, armi utilizzate dai tedeschi negli anni 60 e nascoste sotto terra, quindi materiale radioattivo conservato, stando all'ipotesi investigativa, senza il rispetto delle norme di sicurezza.
URANIO In un deposito dove due ex soldati impiegati come magazzinieri si sono ammalati di linfoma, gli inquirenti hanno trovato quattro casse contenenti uranio 238, trizio e altri isotopi sconosciuti. In altre parti della base vecchi metal detector radioattivi, dimenticati da tempo: dovevano essere smaltiti dieci anni fa, sono rimasti tra Perdasdefogu e Quirra. Accanto agli alloggi dei militari.
Nei prossimi giorni, probabilmente domani, il materiale radioattivo verrà analizzato dal fisico nucleare dell'Università di Cagliari, Paolo Randaccio, nel bunker della Cittadella Universitaria di Monserrato. Operazione rinviata per motivi tecnici e impegni del docente universitario.
I RADAR Ieri la Squadra mobile di Nuoro ha sequestrato tutta la documentazione sui radar del poligono. Schede tecniche e quant'altro, compresi libretti di uso e manutenzione, regolamenti sulla sicurezza, conservati sia a Perdasdefogu, sia a Pisa nel Cisam, il centro sperimentale militare. Perché a causare leucemie e linfomi può essere l'esposizione non soltanto alle nanoparticelle causate da esplosioni o accensioni i razzi o alle radiazioni non segnalate e protette, ma anche lo stretto contatto con le emissioni dei radar.
LE REAZIONI Intanto ieri il coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Michele Piras, si è unito a Legambiente, Pd e Cgil nella richiesta di bloccare le esercitazioni. «Il grave sacrificio di un territorio non può avere come ulteriore conseguenza la salute compromessa dei suoi abitanti. La base danneggia attività agro-pastorale e turismo». E gli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico hanno annunciato che si costituiranno parte civile nel procedimento aperto dal procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi.

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