Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Quirra, analisi delle carte al Cisam di Pisa
02/03/2011
autore: VALERIA GIANOGLIO
SERVITU’ MILITARI E SOS SANITA’ Continua l'inchiesta della magistratura Si aprono le casse nel bunker di fisica
Compatibili pastori e soldati nel poligono? La Procura sollecita risposte da due ricercatrici
PERDASDEFOGU. Il tempo stringe, le polemiche infuriano, i sequestri di documenti, tra Perdas e Cisam di Pisa, si moltiplicano insieme ai timori della gente e alle prese di posizione di chi, invece, difende il poligono e i posti di lavoro. Il procuratore Domenico Fiordalisi decide dunque di non perdere tempo prezioso. Trova due esperti dell’Enea - l’ente nazionale per le energie alternative - con una specializzazione in veterinaria, e fa loro un discorso che suona più o meno così: «Avete 30 giorni per dirmi se la presenza del poligono è compatibile con la pastorizia. Dovete dirmi al più presto se c’è pericolo immediato per persone e animali».
Il conto alla rovescia. E così, da ieri pomeriggio, per la prima volta nella lunga storia del poligono interforze, parte un conto alla rovescia dai risvolti potenzialmente storici. Se tra un mese esatto, infatti, i risultati delle analisi chieste agli esperti - due donne, Marta Piscitelli e Fiorella Carnevali - dovessero dare risultati di “incompatibilità” tra poligono e lavoro dei pastori, allora per la Procura di Lanusei verrebbe il momento di prendere decisioni importanti.
L’analisi delle ricercatrici dell’Enea partirà da due studi già esistenti nel campo veterinario, a Quirra. Uno è quello presentato alcune settimane fa dagli esperti dell’agenzia Nato Namsa, che curano, per conto della Difesa, diverse indagini, ambientali e non solo. L’altro, invece, è quello di due veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei. Questi studi, tuttavia, hanno dato esiti opposti: mentre per il primo, quello della Namsa, a Quirra non sono state rilevate anomalie significative tra gli animali, per il secondo le malformazioni ci sarebbero eccome.
Alle ricercatrici Enea, insomma, toccherà un compito difficile: partendo da questi dati, incrociandoli tra loro e ovviamente facendo altri studi, dovranno rispondere alla domanda delle domande nell’inchiesta: il poligono e le sue attività possono convivere con la presenza di allevatori e di animali che pascolano nei terreni? Questa promiscuità, che non c’è in tutti i poligoni, dà problemi alla salute degli animali e a quella umana? L’analisi delle specialiste servirà a rispondere a questi interrogativi. Il procuratore ha chiesto loro di rispondere entro un mese esatto perché ogni minuto potrebbe essere prezioso. Le stesse ricercatrici, ieri pomeriggio, hanno ricevuto un altro incarico, che riguarda sempre lo studio degli animali nel territorio del poligono. Ma in questo caso dovranno rispondere a quesiti più generali e avranno più tempo a disposizione.
Nuove indagini sui radar. Intanto, sempre ieri, l’inchiesta su Quirra, registra un altro passo in avanti nel recupero dei documenti relativi al poligono e a presunti materiali pericolosi. Ieri mattina, infatti, la squadra mobile nuorese con il dirigente Fabrizio Mustaro, era di nuovo al lavoro al Cisam di Pisa, l’ente di ricerca e supporto logistico del ministero della Difesa.
Il centro si occupa di stoccare sostanze radioattive che arrivano dai poligoni e dalle basi di tutta Italia. Anche Perdasdefogu, negli anni, ha così inviato al Cisam materiale da immagazzinare: parti di valvole, parti di radar, o di metal detector.
I pezzi caratterizzati dalla presenza di radioattività sono finiti tutti in un deposito-scorie, e in sostanza, cementificati in decine e decine di bidoni. Ma esistono ancora, ovviamente, i documenti che attestano il loro arrivo al centro.
E una parte di questi incartamenti è stata acquisita ieri dalla Mobile nuorese. In particolare, la parte relativa ai radar di Quirra. Analoghe acquisizioni sono state fatte ieri mattina al poligono, in Sardegna. L’ipotesi da verificare è che questi radar siano una fonte di inquinamento elettromagnetico. Oggi il fisico Paolo Randaccio dovrebbe cominciare le analisi sulle 15 casse di materiale radioattivo sequestrate a Quirra.
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