Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Vinyls, occupato il tetto della Provincia
01/03/2011
autore: GIANNI BAZZONI
Quattro operai protestano per i ritardi nell’accordo Eni-Gita. Oggi incontro al ministero
SASSARI. Sul tetto della Provincia per farsi vedere anche nel salotto buono della città di Sassari. C’è sempre bisogno di arrampicarsi, di essere sopra qualcosa per evitare cali di tensione. Sono saliti in quattro ieri mattina. Oggi, al ministero, nuovo incontro per Vinyls.
Attorno al tavolo, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha convocato i rappresentanti di Gita, quelli dell’Eni e i commissari straordinari di Vinyls. Per i sindacati ci sarà un secondo momento, più avanti.
Incontri separati, dunque. E non è un buon segnale, perché vuol dire che il percorso ha ancora ostacoli che non è stato possibile rimuovere. Quella di ieri - povera di notizie ufficiali - è stata una giornata strana. Due le indiscrezioni: riunione di lavoro a Roma, tra i tecnici del ministero dello Sviluppo economico e i dirigenti di Eni. Da un’altra parte - anche se non è stato possibile trovare conferma - incontro tra una delegazione del fondo svizzero Gita e i commissari di Vinyls. Due tappe delicate, entrambe con la stessa finalità: preparare l’appuntamento di oggi al Ministero. Solo che questa strategia può voler dire che - nonostante le rassicurazioni - non ci sono certezze. Anche altro: che si continua a giocare a rimpiattino, che c’è qualcuno che bleffa e ogni volta che ci si avvicina alla meta riesce a fare scivolare i termini. Così si va avanti da troppi mesi, con ripetute illusioni e senza trasparenza. Giocando sulle date e sulle parole, prendendo per guastafeste quelli che si permettono semplicemente di raccontare i fatti.
Allora, da cosa si riparte? Proviamo a capire: il ministro Paolo Romani ci ha messo, come si dice, la faccia. Ha indicato date certe che sono puntualmente saltate, esattamente come prima del suo impegno diretto. Certo, ci sono le rassicurazioni che ormai «è quasi fatta», che entro marzo ci sarà il closing dell’operazione. Ma è davvero così? Gli interrogativi restano, e le nubi non sono state spazzate via. Ci si chiede: perché Gita ha sostituito il team legale il giorno prima della firma del preliminare? Perché l’accordo sulla capitalizzazione non è stato rispettato e la newco è stata costituita con un capitale sociale di 10mila euro, di cui versati solo 2500? Se è vero che i soldi ci sono, perché frenare? E perché nel momento forse più delicato - quando è saltata la firma prevista entro il 27 febbraio, come detto al ministro Romani - anzichè mandare un segnale di tranquillità e di chiarezza il fondo svizzero ha affidato le dichiarazioni all’amministratore unico di Vinyls Group, Giovanni Unali, che però ha l’1 per cento della società, con una quota di 25 euro?
Gli operai, quelli all’Asinara, nella torre aragonese, sulla torre di Marghera e sul tetto della Provincia a Sassari, meritano rispetto. C’è gente che combatte con dignità, che fronteggia difficoltà enormi, anche per continuare a vivere. I giochetti sono finiti, ora serve la verità, ciascuno per la sua parte.
Ieri pomeriggio Stefano Fassina, responsabile economico del Partito democratico, è stato chiaro: «Il ministro Romani prenda in mano seriamente la drammatica vicenda Vinyls e si adoperi per una soluzione credibile». E’ così, non ci sono altre strade. Incalzi il fondo Gita, chieda impegni chiari all’Eni che dice di essere pronto alla firma. «I lavoratori e le lavoratrici delle aziende coinvolte meritano risposte urgenti senza dover rischiare la vita in cima alle gru e sui tetti. L’Italia non può permettersi di perdere altri pezzi di manifattura»
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