Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Abusi a Torre Chia, tre indagati
01/03/2011
autore: Mauro Lissia
CEMENTO SULLA COSTA DI DOMUSDEMARIA
L’accusa: il capo ufficio tecnico del Comune ha falsificato le mappe
DOMUSDEMARIA. Mappe falsificate, macchia mediterranea distrutta per realizzare un chiosco-bar e altri servizi, il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Domusdemaria indagato per concorso in abuso d’ufficio aggravato insieme ai responsabili dei lavori nel complesso alberghiero Torre Chia, opere e impianti di servizio dell’hotel sotto sequestro su richiesta della Procura dopo un’indagine condotta dal nucleo investigativo del Corpo Forestale.
E’ un nuovo caso di assalto alle coste quello aperto dalla Procura in un’area dove i bulldozer sono impegnati ormai a ritmo serrato nel tentativo di trasformare una delle località marine più incantevoli della Sardegna in un centro vacanze ad alto valore aggiunto per i proprietari. Ieri il gip Simone Nespoli ha accolto la richiesta del pm Andrea Massidda e ha disposto il sequestro preventivo di buona parte dell’hotel Torre Chia di proprietà della Sarda Gestioni Turistiche srl, valutando come fondate le imputazioni contenute nell’istanza della Procura. Stando alle accuse le autorizzazioni per realizzare le opere, cancellata la vegetazione originaria e occupata un’area destinata a verde e parcheggi, sono state ottenute grazie alla complicità del capo dell’ufficio tecnico comunale Gianluca Ambu (39 anni) di Cagliari, che è accusato di aver avallato la falsificazione della mappa del sito vicino alle rovine della città punica di Bithia per indurre in errore l’ufficio regionale tutela del paesaggio e ottenere il nullaosta. All’arrivo dei forestali nel suo ufficio - scrive il gip Nespoli - Ambu ha fatto sparire dal proprio computer alcuni file elaborati dall’impresa costruttrice, la Ronda spa, cui è riconducibile la Sarda Gestioni Turistiche. La manovra condotta in extremis non ha salvato il funzionario dalla denuncia: tutti gli atti che riguardano l’hotel Torre Chia sono stati sequestrati e ora l’inchiesta è arrivata alla fase conclusiva. Ambu, insieme all’amministratrice e committente dei lavori Elsa Maria Caretta (86 anni) di Rugliano (Vi) e al progettista e direttore dei lavori Roberto Ronda (61) di Thiene (Vi) sono accusati di concorso in abuso d’ufficio aggravato, Caretta e Ronda anche di falso ideologico in atti pubblici aggravato, invasione abusiva di terreni, deturpamento di cose e varie contravvenzioni ambientali. Non appena la Procura notificherà agli indagati la comunicazione di chiusa inchiesta il difensore Guido Manca Bitti potrà conoscere i documenti cui sono legate le accuse e produrre atti difensivi.
L’inchiesta dalla Forestale è nata nell’estate del 2008 da un esposto presentato ai carabinieri di Domusdemaria da Pierdante Giambirasio e Gebhard Hackl, che avevano segnalato alcune opere talmente invasive da restringere la carreggiata di una strada comunale. Poi anche un chiosco-bar costruito a Tanca S’Isca-Chia su un’area demaniale a servizio dell’hotel Torre Chia. Un rapido accertamento ha consentito alla polizia giudiziaria di accertare che Torre Chia srl e Sarda Gestioni Turistiche sono società controllate dalla Sir srl attraverso il gruppo Ronda spa della famiglia Ronda-Caretta. La sede legale si trova a Zanè, in provincia di Vicenza. L’inchiesta è andata avanti e si è scoperto che le opere erano state autorizzate grazie a una «falsa rappresentazione - scrive il gip - dei mappali». In sostanza le carte erano state taroccate dall’impresa per farla in barba al controllo regionale, perchè l’autorizzazione edilizia «risulta in contrasto con le previsioni del piano attuativo convenzionato e accolto dal Puc». In pillole: un’area destinata a verde e parcheggi è diventata edificabile.
Dagli accertamenti sono saltate fuori altre magagne: strutture di spiaggia apparentemente amovibili sono in realtà legate al complesso alberghiero, i servizi sono tutti per l’hotel con l’obbiettivo - scrive il giudice - di «destinare la spiaggia all’uso esclusivo dei clienti del complesso alberghiero su un’area pubblica destinata a verde e parcheggi» vicinissimo alla foce del rio Chia, dove il piano di rischio idrogeologico prescrive la massima attenzione. Per il gip Nespoli l’operazione si è svolta «con la cosciente partecipazione del responsabile dell’ufficio tecnico di Domusdemaria».
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