Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Cala Battistoni, le chiazze sono di E.On»

01/03/2011

autore: Serena Lullia

Già raccolti 40 chili di «medagliette» nere. Il sindaco Filigheddu: bisogna pulire tutto in fretta
Provincia e Comune non hanno dubbi, da oggi via alle operazioni di bonifica

BAJA SARDINIA. Cala Battistoni entra nella lista dei lidi della Gallura sorvegliati speciali. Una squadra della società Verde Vita oggi inizierà la bonifica della spiaggia e delle scogliere sporcate dal catrame. Nel week end sono stati raccolti 40 chili di medagliette nere. Ieri il sopralluogo di Provincia e Capitaneria di Palau. Il legame tra i depositi neri e l’incidente alla centrale E.On trova conferma nei rilievi dei tecnici.
 Il lido nel cuore del borgo delle vacanze è una cartolina macchiata. La prepotente mareggiata del week end ha spruzzato di catrame la sabbia e le rocce. Tra i granelli ci sono ancora tante monetine semiliquide. Ma le quantità sono inferiori rispetto ai primi due giorni. Sabato e domenica gli operai della Geseco e le guardie ecozoofile ne hanno raccolto una quarantina di chili. Da ieri i sacchi sono stoccati in un capannone alle spalle della spiaggia. Dovranno essere smaltiti secondo le procedure dei rifiuti speciali.
 Il primo ad arrivare sulla spiaggia ferita di Cala Battistoni è lo staff tecnico dell’assessorato provinciale all’Ambiente guidato da Alberto Fozzi. Sguardo allenato ed esperienza sono le basi su cui si fonda il primo responso. La forma e la distribuzione del catrame sulle rocce e la sabbia sono identiche a quelle sui litorali da Aglientu a Santa Teresa, da Monti Russu a Capo Testa. Poche parole che confermano una realtà poco rassicurante. La macchia di olio combustibile fuoriuscita dalla centrale E.On di Fiume Santo non è scomparsa. In queste settimane in cui la Regione distribuiva rassicurazioni e annunciava la fine dell’emergenza, l’olio inquinante proseguiva il suo viaggio tra le onde della Gallura. Un percorso in incognito, sotto la superficie dell’acqua. Una lunga immersione durante la quale ha macinato chilometri di mare. Fino a riemergere davanti a Baja Sardinia e Cannigione.
 Sul lido arriva anche la Capitaneria di Porto di Palau. Il comandante in persona, Vincenzo Petrella, controlla ogni centimetro di sabbia e le scogliere. Innegabile la presenza diffusa di tracce di catrame. Le scogliere sono macchiate in più punti. Si passa da spruzzi neri simili a gocce a macchie molto più estese, di una decina di centimetri di diametro. Il materiale è ancora fresco, semiliquido, di un nero brillante. Forse c’è ancora tempo per intervenire senza aspettare le idropulitrici, i mezzi della salvezza che a Santa Teresa e Aglientu aspettano da venti giorni.
 La Provincia ha costituito l’unità di crisi e coordinerà gli interventi dei prossimi giorni. L’assessore provinciale all’Ambiente, Pietro Carzedda, lavora fianco al fianco con il sindaco Piero Filigheddu e i tecnici della E.On, presenti anche ieri. Le operazioni di bonifica dovrebbero partire già oggi. Una squadra di operai della società Verde Vita ha fatto i bagagli da Santa Teresa per traslocare a Baja Sardinia. Le squadre della Geseco, la società municipalizzata diretta Maria Rita Asara, si affiancheranno agli operai specializzati inviati da E.On. Una sola la richiesta del sindaco Piero Filigheddu. «Bisogna fare presto - dichiara il primo cittadino - e riportare questa spiaggia allo stato originale». I granelli d’argento di Cala Battistoni valgono oro per il borgo turistico. Sono il prezioso carburante che da decenni alimenta l’industria delle vacanze.

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