Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Quirra, sigilli nel deposito radioattivo
28/02/2011
autore: PAOLO CARTA
VILLAPUTZU. POLIGONI E TUMORI
L'Aeronautica: pezzi di radar, non armi all'uranio impoverito Le cassette altamente radioattive sono rimaste dove erano state trovate sabato dagli inquirenti della Procura di Lanusei, cioè nel deposito per il materiale speciale a Capo San Lorenzo, frazione di Quirra. Un magazzino ritenuto dai consulenti del pubblico ministero Domenico Fiordalisi assolutamente non idoneo: chiunque poteva avere accesso e venire a contatto con radiazioni dannose per la salute, senza segnale di pericolo. In quel deposito due soldati in servizio nel poligono di Perdasdefogu con le mansioni di magazzinieri si sono ammalati di linfoma.
LA PERICOLOSITÀ Per adesso il contenuto, che ha fatto registrare valori di radioattività cinque volte superiori alla norma, ritenuto altamente pericoloso dal fisico nucleare dell'Università di Cagliari, Paolo Randaccio, resta incerto. Ieri l'Aeronautica militare, dopo mesi di silenzio, ha diffuso un comunicato ufficiale: «Si tratta di componenti elettronici, per lo più valvole di tipo commerciale, che equipaggiano i radar del poligono. Ed erano conservati secondo legge. Nessun armamento di alcun genere, si esclude la presenza di uranio impoverito».
Di parere opposto gli inquirenti, che con il conforto di esperti scelti dalla procura sono sicuri di aver messo sotto sequestro componenti all'uranio, isotopo 238, in base a documenti e ai parametri rilevati dalla speciale apparecchiatura.
Lo stesso comunicato dell'Aeronautica smentisce la presenza di uranio impoverito, non di uranio 238.
I SIGILLI Ieri, giornata festiva, nessuno si è avvicinato ai depositi maledetti di San Lorenzo. Neppure il professor Randaccio, che anche ieri ha comunque lavorato per organizzare il trasporto del materiale pericoloso. Il docente universitario non ha voluto aprire le cinque cassette metalliche radioattive sul posto: troppo pericoloso. Si è messo alla ricerca di un mezzo di trasporto idoneo che possa consentire di spostare il materiale nel laboratorio bunker della facoltà di Fisica di Cagliari. Dove, con tutte le cautele possibili e in assoluta sicurezza, sarà possibile aprire le cassette altamente radioattive. Oggi probabilmente verrà effettuato il trasporto, domani l'analisi del contenuto.
L'URANIO La sicurezza degli inquirenti di aver trovato a Quirra l'uranio arriva dai controlli effettuati immediatamente a ridosso del ritrovamento e del sequestro, nella notte tra sabato e domenica, alla presenza degli uomini della Squadra mobile di Nuoro, degli esperti dei vigili del fuoco del capoluogo barbaricino, dei consulenti scelti dalla procura ogliastrina per il supporto scientifico alle indagini. L'esame delle schede tecniche del materiale presente nei depositi avrebbe accertato la presenza dell'elemento altamente radioattivo, uranio 238, scarto delle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica e smaltito a bassi costi dalle industrie belliche per la preparazione di particolari attrezzature oppure di munizionamento in grado di perforare anche le corazze più resistenti. Materiale perfetto per le guerre del terzo millennio? Forse. Ma il rovescio della medaglia è la pericolosità, i danni alla salute. Non per niente le forze armate americane, quando decisero di utilizzarlo in Kosovo, nelle guerre del Golfo, in Somalia e Afghanistan, aveva sempre avvertito i vertici militari dei paesi alleati come per esempio l'Italia, suggerendo di dotare i propri soldati di particolari misure di protezione.
LE SENTENZE Consigli ignorati dall'Italia, secondo le sentenze che hanno riconosciuto risarcimenti record. Disposizioni di sicurezza disattese, stando a quanto riscontrato sabato dagli inquirenti della Procura di Lanusei, anche nel deposito di stoccaggio del materiale speciale a Quirra.
Il procuratore Domenico Fiordalisi attende di conoscere nel dettaglio il contenuto delle cassette metalliche radioattive. Si tratta evidentemente di una svolta decisiva nell'inchiesta aperta sull'eventuale correlazione tra le attività del poligono e l'alta incidenza dei tumori registrata a Quirra.
L'INCHIESTA Indagine partita dopo la pubblicazione dei risultati di un controllo dei veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei. negli stessi ovili in cui sono nati agnelli sventrati, senza bocca o con sei zampe, dieci pastori su diciotto si sono ammalati di leucemia. Tutto questo in un arco di 2,7 chilometri dal poligono.
I TESTIMONI L'apertura da parte della magistratura di un'inchiesta per omicidio plurimo, disastro ambientale, omesso controllo e uso e detenzioni di armi illegali, ha convinto tanti malati a collaborare con il procuratore Domenico Fiordalisi e con la Squadra mobile di Nuoro, diretta da Fabrizio Mustaro. Tra questi, anche due soldati colpiti dalla stessa patologia, il linfoma di Hodgking, dopo aver prestato servizio negli stessi magazzini di Capo San Lorenzo.
I VERDI «Le notizie che arrivano da Quirra - dice il parlamentare dei Verdi Angelo Bonelli - sono allarmanti e riaprono una questione rimasta oscura. Chiediamo una commissione d'inchiesta aperta ai familiari delle vittime dei tumori nelle forze armate. E un'indagine epidemiologica».
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