Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Nella base si continua a sparare

28/02/2011

autore: P. G. P.

Lo denunciano molti testimoni e gli indipendentisti Proteste dei Verdi, si allarga il fronte del «no» alle servitù

PERDASDEFOGU. In quest’ultima settimana, nella base di Quirra, si è sparato ancora. E parecchio. «Le esercitazioni non si sono mai interrotte», dicono diversi testimoni. Residenti vicino ad aree militari, hanno trovato invariabilmente sbarrato dalle sentinelle qualsiasi accesso remoto al poligono, in zone di solito considerate aperte al libero accesso. Stessa denuncia, con un intervento sul corriere.it, dagli indipendentisti dell’Irs. Secondo Indipendentzia Repubbrica de Sardigna, «nonostante gli appelli a sospendere ogni attività» arrivati da più parti, ci sono stati nuovi test. In particolare, martedì scorso, quando «un grosso cannone navale dal porto a mare di San Lorenzo» avrebbe esploso numerosi colpi. Nei giorni successivi sarebbe proseguite le sperimentazioni, «condotte - sostengono ancora i militanti dell’Irs - da una delle aziende leader nella produzione delle artiglierie navali e veicoli blindati, munizioni guidate e sistemi antiaerei».
 Tra le reazioni ai clamorosi sviluppi delle indagini giudiziarie, quella dei Verdi. «Notizie allarmanti riaprono una questione su cui non è mai stata fatta piena luce», sostiene il presidente nazionale. Angelo Bonelli sollecita la costituzione di una «commissione d’inchiesta aperta ai familiari delle vittime dei tumori nelle forze armate che da anni cercano risposte». «Nel 2007 - ricorda - l’allora ministro Arturo Parisi disse che tra il 1996 e il 2006 erano stati circa 1.427 i militari italiani che, pur non avendo partecipato a missioni internazionali, si erano ammalati di tumore. Però né la Difesa nè la Direzione di sanità militare sono mai state in grado di stabilire quanti di loro avevano svolto servizio o avevano avuto contatti con i poligoni di tiro nazionali». «Quello dei decessi per tumori nel nostro esercito è un dato molto alto - conclude il leader ecologista - Anche perché secondo altre ricerche indipendenti il numero dei militari affetti da patologie tumorali supererebbe i 2.500».

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