Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Niente uranio», dicono i militari. Ma i tecnici confermano i sospetti

28/02/2011

autore: P. G. P.

LA POLEMICA

PERDASDEFOGU. La smentita dei Comandi reca la firma del colonnello Achille Cazzaniga, Ufficio pubblica informazione dell’aeronautica militare. «È doveroso precisare che il materiale rinvenuto è costituito da componenti elettronici - per lo più valvole di tipo commerciale - che equipaggiano i radar in servizio, del tutto simili a quelli disponibili sul mercato e in uso anche sui radar civili», scrive l’ufficiale. «Fra i materiali non ci sono componenti di armamento - precisa ancora il colonnello - Le valvole possono contenere filamenti di torio e trizio in piccolissime quantità. Si esclude invece la presenza di uranio impoverito. I componenti - già oggetto d’ispezione del Centro studi applicazioni militari - sono temporaneamente custoditi in un apposito magazzino del Pisq sulla base dei criteri previsti dalle norme a tutela della sicurezza dei lavoratori, in vista dello smaltimento secondo le procedure previste dalle leggi».
 Nel sottolineare l’assenza di qualsiasi pericolo, nella nota si sottolinea come militari attendano «con fiducia» i risultati degli accertamenti giudiziari. «Nella certezza - si rimarca infine - di poter avere presto accesso alle determinazioni del Comitato d’indirizzo che valuta i dati dell’indagine sulle aree del poligono, per cui la Difesa ha investito circa 2,5 milioni».
 Da parte degli inquirenti, nessun commento sulla nota stampa. All’ispezione, sabato, oltre al procuratore, hanno partecipato la Mobile di Nuoro, lo speciale nucleo radiologico dei pompieri, i due consulenti della magistratura, Antonietta Gatti e Paolo Randaccio. Sono stati gli strumenti di quest’ultimo, fisico nucleare all’università di Cagliari, e le apparecchiature dei vigili a rilevare la presenza di Uranio 238 (stessa dicitura indicata sulle 5 cassette). C’è dunque una prima discrasia rispetto al comunicato dei militari. Pochi dubbi ci sarebbero infine sul rispetto delle norme di custodia: nel deposito, aperto a tanti soldati, non sarebbe stata trovata traccia di segnali d’avvertimento.

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