Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Uranio in un deposito del poligono
27/02/2011
autore: PAOLO CARTA
Il caso. Ispezione della Procura dopo i casi di linfoma denunciati da due ex soldati
Cinque cassette di armi scoperte in un magazzino a Quirra
C
'è l'uranio a Quirra. Isotopo 238, in gergo uranio arricchito . E c'è chissà da quanto tempo. Lo hanno scoperto ieri gli esperti inviati dalla Procura di Lanusei per un'ispezione nel poligono. Lo hanno trovato all'interno di alcune cassette metalliche, cinque per l'esattezza, sistemate in un deposito di materiali speciali, compreso il munizionamento rimasto inesploso dopo le esercitazioni e in attesa di una futura distruzione. Magazzino senza nessuna misura di protezione o di sicurezza, senza nessun cartello di pericolo, dove l'accesso era libero per chiunque lavori all'interno della base. Il deposito si trova a Capo San Lorenzo, a due passi dalla spiaggia e dalla zona dove, secondo i veterinari delle Asl di Lanusei e Cagliari, si sono ammalati di leucemia 10 dei 18 pastori.
LA SVOLTA È un autentico colpo di scena nell'inchiesta del procuratore Domenico Fiordalisi. Il deposito di Quirra è stato sequestrato e sigillato, le cinque cassette metalliche altamente radioattive (sono stati registrati valori cinque volte superiori alla norma) sono state consegnate al professor Paolo Randaccio, fisico nucleare dell'Università di Cagliari, che nel bunker dell'Ateneo le aprirà per sapere dove l'uranio 238 è contenuto. Si tratta di particolari proiettili in grado di perforare qualsiasi corazza? Oppure di pezzi di radar o di barre stabilizzatrici di missili?
L'ispezione di ieri è stata ispirata dalle denunce arrivate alla Procura di Lanusei e alla Squadra mobile di Nuoro. Gli inquirenti hanno potuto appurare che in quei magazzini diversi soldati che lavoravano come magazzinieri si erano ammalati tutti della stessa patologia: linfoma di Hodgking. Uno dei tumori più aggressivi.
LE DENUNCE Due di questi ex militari, uno siciliano, l'altro napoletano. I due ex graduati hanno anche raccontato di altri colleghi distaccati in quei depositi e costretti a combattere contro un linfoma.
L'ISPEZIONE Ieri di prima mattina sono entrati in azione gli uomini della Squadra mobile di Nuoro, coordinati dal dirigente Fabrizio Mustaro, un reparto speciale dei Vigili del fuoco di Nuoro, intervenuto con l'attrezzatura anti-nucleare, e due dei consulenti scelti dalla Procura ogliastrina per aiutare le indagini dal punto di vista scientifico, cioè Maria Antonietta Gatti, docente dell'Università di Modena, uno dei massimi esperti mondiali sulle nanoparticelle cancerogene causate dalle esplosioni, e il fisico nucleare Paolo Randaccio.
A un certo punto gli strumenti in possesso degli esperti hanno segnalato valori di radioattività cinque volte superiori alla norma. Numeri inquietanti, considerata la schermatura determinata dalla cassa metallica. Immediatamente è stato disposto il sequestro di queste cassette conservate senza nessuna precauzione di sicurezza. Il ritrovamento è la conferma di quello che avevano spiegato i due ex magazzinieri dell'Aeronautica agli inquirenti.
LA PROCURA Il fascicolo è aperto contro ignoti per omicidio plurimo, danni all'ambiente, porto e detenzione illegali di armi e omissione d'atti d'ufficio. Nel corso di diversi sopralluoghi nel poligono, la Polizia e la Forestale nei giorni scorsi hanno trovato autentiche discariche non autorizzate: pezzi di carri armati utilizzati come bersagli delle esercitazioni, razzi esplosi, ordigni di ogni tipo, raccolti con le ruspe dopo una sommaria bonifica, accatastati dietro ai cespugli, nelle zone dove pascolano gli animali degli allevatori autorizzati. Tre giorni fa è stato lo stesso comandante del poligono, il generale Bonotti, a chiedere l'intervento della magistratura quando le piogge hanno fatto affiorare dal terreno pezzi di armi utilizzate negli anni Sessanta dai tedeschi durante le esercitazioni e sotterrate da chissà quanto. Le zone sono state sequestrate in attesa delle analisi. Il pm Fiordalisi ha sequestrato anche ordigni rinvenuti nel fondale marino nei pressi dell'isolotto di Quirra, dopo il ritrovamento da parte di alcuni pescatori di un missile del 1995 inesploso.Chiavi di questa notizia: Inquinamento