Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Quirra, 5 casse ad alta radioattività

27/02/2011

autore: Lamberto Cugudda

SERVITU’ MILITARI E SOS SANITA’ Due soldati malati avevano segnalato strani stoccaggi di materiale sospetto
Uranio impoverito? La scoperta durante un blitz d’inquirenti ed esperti

PERDASDEFOGU. L’inchiesta a Quirra va avanti con sviluppi clamorosi. Ieri ispezioni in due magazzini: nella base del poligono interforze (Pisq) a Perdasdefogu e nel distaccamento a mare di Capo San Lorenzo. Nella base militare a terra sono state messe sotto sequestro cinque cassette metalliche (40 per 50 centimetri ciascuna) con un livello di radioattività oltremodo superiore alla norma. Erano custodite in un magazzino dove tanti potevano accedere.
 Nei depositi pare venisse stipato, senza cartelli di pericolo in evidenza, munizionamento e altro materiale. Per quanto riguarda le cassette con livelli di radioattività molto superiori al limite, non è stato chiarito se contengano proiettili o altro. Si sa solamente che si trovavano nell’area della base interforze. L’ispezione è iniziata al mattino e terminata in serata. È stata disposta e svolta di persona dal procuratore della Repubblica, Domenico Fiordalisi, sulla base delle testimonianze di due ex militari che hanno lavorato per oltre due anni nelle zone di stoccaggio riservate a materiali speciali. Gli addetti ai magazzini, uno campano e l’altro siciliano, a Perdasdefogu e a Capo San Lorenzo, si ammalarono di linfoma non Hodgkin. Per loro seguì un calvario. Furono sottoposti a cicli di chemioterapia. Nel 2009 rientrarono in servizio, ma dopo una recidiva della patologia, vennero riformati. Gli ex militari avrebbero parlato di altri loro colleghi che si ammalarono dopo avere prestato servizio nel Pisq (sia a Perdas sia a Capo San Lorenzo).
 All’ispezione, insieme col procuratore della Repubblica, hanno partecipato la Sezione omicidi della Mobile di Nuoro (con il vice questore Fabrizio Mustaro) e i due consulenti nominati dalla stessa Procura ogliastrina: Maria Antonietta Gatti, già componente della Commissione uranio impoverito e responsabile del laboratorio dei biomateriali dell’università di Modena, e Paolo Randaccio, fisico nucleare, docente all’università di Cagliari, cui sono state affidate le 5 casse per una perizia. Una parte rilevante, nelle analisi, l’hanno avuta gli uomini di una squadra speciale Nbcr (Nucleo batteriologico, chimico e radiologico) dei vigili del fuoco di Nuoro. L’ispezione ha avuto lo scopo di verificare se i materiali, per loro natura o per il modo in cui sono custoditi, siano da giudicare pericolosi.
 Intorno alle 18,20, mentre s’imbarcava sull’aereo per rientrare nella capitale, Maria Antonietta Gatti ha respinto gentilmente ogni domanda: «Non posso dire nulla. C’è il segreto istruttorio. Si è trattato di un’ispezione effettuata su disposizione del procuratore. Volete sapere come erano grandi i depositi? Direi come normali magazzini».
 È però chiaro che il pm ha posto agli esperti una serie di quesiti ai quali potranno rispondere dopo aver esaminato i materiali repertati. La Procura ha però precisato di non avere posto sotto sequestro né zone a terra del poligono né fondali marini. Il provvedimento di sequestro, è stato spiegato, ha riguardato unicamente parti di missili, a volte con ogiva, e proiettili per armi pesanti, di vario calibro. Tutti trovati sui terreni nell’area di Perdasdefogu e in mare, di fronte all’Isolotto di Quirra. Sempre nell’ambito dell’inchiesta aperta lo scorso mese dalla Procura di Lanusei per omicidio plurimo e violazione delle norme a tutela dell’ambiente.
 E sempre ieri è intervenuto il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura (Pd): «Per una corretta informazione in seguito alle mozioni presentate al Senato, vorrei chiarire che c’è stato un sì unanime e bipartisan a entrambe le mozioni del Pd (nº 366) e del Pdl (nº 374) che rifinanziano e danno disposizioni per le ricerche su tutta la zona del poligono del Salto di Quirra. Ma le attività del poligono non vengono bloccate». E spiega: «La sospensione verrà attuata solo nel caso in cui i dati scientifici portino a una diretta correlazione traattività del Pisq e fattori di rischio per la salute. Viene poi attivata un’indagine epidemiologica sulla popolazione seguita direttamente dall’Istituto superiore di sanità». «E questa soluzione - conclude il sindaco - è stata sempre prospettata dal Comune».

Chiavi di questa notizia: Inquinamento