Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Chimica verde, in campo anche l’università di Sassari

26/02/2011

autore: ANTONIO MELONI

Attesa per i piani Eni-Novamont a Porto Torres: «Faremo la nostra parte»

SASSARI. Scienziati e tecnici del settore dicono di sapere poco delle recenti mosse di Eni e Novamont, ma sono pronti a valutare soluzioni che vadano nella direzione della chimica sostenibile. A condizione che prima si proceda con le bonifiche e che esista un piano industriale ben definito.
 Dal convegno «Il futuro della chimica in Sardegna» - promosso dal Gruppo universitario per la chimica in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche e l’Ordine dei chimici - filtra un messaggio chiaro: il destino del settore nell’isola è legato alla sinergia tra istituzioni, università e industria.
 La chiave è la chimica sostenibile, quella che rispetta l’ambiente ed è, nel contempo, economicamente redditizia. L’università di Sassari è disposta a offrire la propria competenza per progetti specifici che vadano in quella direzione. «Siamo pronti a fare la nostra parte - ha spiegato a margine dell’incontro, svoltosi nell’aula magna dell’ateneo, Ugo Azzena, docente di chimica organica e componente del gruppo universitario istituito l’anno scorso -, c’è la volontà di lavorare per il territorio, a fianco di Confindustria e Asi, ma occorre anche programmazione da parte delle istituzioni. La politica non è compito del chimico, ma è certo che quella di chiudere non può essere una scelta giusta». Occorre dunque far convergere le forze verso un progetto condiviso: «Una strategia - conclude Azzena - che non può non dare dei risultati, a patto che sia preceduta da un’analisi meticolosa».
 Sulla stessa lunghezza d’onda Mauro Marchetti (Consiglio nazionale delle ricerche): afferma: «La riconversione di produzione verso la chimica fine potrebbe essere la chiave di volta». Fa eco Oreste Piccolo, consulente industriale, fra i massimi esperti in Italia di biotecnologie bianche: «Prima di qualsiasi intervento è opportuno censire le risorse in campo e capire cosa si vuole fare».
 Gli industriali hanno manifestato la più totale apertura alla collaborazione: «A patto che - ha tenuto a precisare Stefano Lubrano, presidente di Confindustria del Nord Sardegna - siano garantite le giuste ricadute sul territorio». Non è un caso che il convegno, aperto dal rettore Attilio Mastino e da Eusebio Tolu, delegato rettorale per i rapporti col territorio, cada a un anno esatto dall’occupazione dell’Asinara da parte dei cassintegrati Vinyls ai quali, durante i lavori, è stato rivolto un messaggio di solidarietà.

Chiavi di questa notizia: Attualita