Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Cozze contro la marea nera
25/02/2011
autore: MARIELLA CAREDDU
Porto Torres. Si riunisce per la prima volta il Comitato regionale di coordinamento dell'emergenza
Strategia E. On per controllare l'inquinamento
M
area nera: E.On si affida alle cozze. Ancora manca il via libera degli enti locali, ma presto molte famiglie di mitili potrebbero finire a mollo per fare una stima dell'olio combustibile rimasto in mare.
È questa una delle strategie individuate e proposte da E.On nella relazione presentata agli enti locali che fanno parte del Comitato di coordinamento regionale per l'emergenza che ieri si è riunito a Cagliari. La trovata più curiosa, ma già testata in altre situazioni critiche, è quella di allevare delle cozze nelle acque sporcate dall'olio della multinazionale tedesca, lasciarle vivere un po' lì e poi ripescarle.
FILTRO Le cozze, che naturalmente fanno da filtro all'ambiente in cui vivono, daranno il verdetto. Se al loro interno ci sarà del catrame bisognerà ricominciare la bonifica. Questa, per ora, è solo una delle proposte fatte da E.On e di questo si è discusso ieri mattina durante il primo incontro del comitato di coordinamento dell'emergenza. Di questo, ma non solo.
NOVITÀ La prima novità è che il ministero all'Ambiente ha dato delega alla Regione di valutare la validità del piano di caratterizzazione presentato dalla società energetica. Tra le altre proposte c'è quella di scavare delle buche profonde in riva al mare, per capire se la sabbia abbia assorbito catrame oppure no. Ora toccherà al Comitato di coordinamento prendere visione della bozza, e capire se il piano studiato dalla multinazionale per verificare lo stato di salute dell'ambiente marino, sia sufficiente. Gli enti coinvolti nel comitato valuteranno cosa sia necessario fare per garantire la completa bonifica delle aree interessate dall'incidente dello scorso 11 gennaio, quando durante le operazioni di scarico di una nave cisterna, migliaia di litri di olio combustibile sono finiti in mare.
L'INCIDENTE L'allarme nel pontile dello stabilimento è scattato nel tardo pomeriggio. Sul posto, oltre alla Capitaneria di Porto, sono intervenuti gli operai antinquinamento che hanno cinturato la zona per limitare i danni. Ma il giorno dopo il mare ha restituito parte dell'olio disperso: da Platamona a Castelsardo, fino a Capo Testa. Ora è tempo di aspettare: da una parte i cittadini attendono le risposte degli amministratori locali, mentre in Procura si aspetta la relazione del perito incaricato di valutare la regolarità dell'impianto nel quale è avvenuto l'incidente.
VIGILANZA REGIONALE Nel frattempo la Regione punta a cancellare gli effetti della marea nera e a impedire incidenti analoghi in futuro. Il presidente Cappellacci ha aperto ieri la riunione del Comitato regionale contro la marea nera. L'organismo coinvolge i rappresentanti dei territori interessati dallo sversamento (Provincia di Olbia Tempio, Provincia di Sassari, e i Comuni di Porto Torres, Sorso, Castelsardo, Stintino Santa Teresa di Gallura, Aglientu, Valledoria, Badesi e Trinita' d'Agultu), il prefetto, il comandante della Direzione marittima di Olbia, le capitanerie di porto competenti, l'Arpas di Sassari, l'Ispra, la protezione civile e il Corpo forestale. Il coordinamento si occupa delle questioni relative alle bonifiche, al ripristino dell'immagine turistica e alla prospettiva industriale.Chiavi di questa notizia: Inquinamento