Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Igea, l’unico ente che può bonificare le miniere
25/02/2011
autore: LUCIANO ONNIS
L’ex sindaco di Guspini Tarcisio Agus del Pd rivolge un’interrogazione a Cappellacci sulle troppe sigle coinvolte nell’operazione
Il consigliere regionale denuncia il rischio di affidare l’intervento ad affaristi e speculatori MONTEVECCHIO. Gli interventi di bonifica ambientale nelle aree minerarie dismesse del Guspinese e del Sulcis-Iglesiente? Deve farli esclusivamente l’Igea.
Tale richiesta è partita dal consigliere regionale del Partito democratico Tarcisio Agus, ex sindaco di Guspini, con un’interrogazione al presidente della Regione Cappellacci, sottoscritta anche da altri sei esponenti del Pd in consiglio. Fuori dunque - a detta di Agus - Arpas e Consorzio Tea, quest’ultimo costituito dall’associazione di privati Ati Ifras e dalla stessa Igea spa, tutti beneficiari di risorse regionali e anche nazionali (Ifras). «In questi giorni - premettono i consiglieri regionali interroganti - le ex aree minerarie stanno facendo parlare di se, non certo in termini positivi per i tanto agognati interventi di bonifica attesi da anni e mai concretamente avviati, ma per inquietanti interessi economici speculativi che coinvolgono Arpas e Consorzio Tea».
Dato che qualche ombra aleggia sulle bonifiche delle aree ex minerarie di Montevecchio-Ingurtosu e di Monteponi-San Giovanni-Masua, la soluzione più opportuna suggerita da Tarcisio Agus è che il presidente Cappellacci si avvalga della sua funzione di Commissario per l’emergenza ambientale in Sardegna e adotti alcuni interventi urgenti per uscire dall’impasse in cui è finita la bonifica delle aree ex minerarie. Prima di tutto il completamento dell’iter per il rilancio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, ultimamente salvato dalla lista di proscrizione dei parchi nazionali grazie al riconoscimento dell’Unesco. Quindi il riassorbirmento dei fondi assegnati ad Arpas e Consorzio Tea, lo scioglimento di quest’ultimo in quanto inutile, l’affidamento di tutti gli interventi di bonifica all’Igea e, infine, l’avvio di un nuovo processo di interazione tra Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, Igea e Comuni ex minerari.
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