Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Cossiga: sospendiamo i test a Quirra
24/02/2011
autore: PAOLO CARTA
Il caso. Il sottosegretmio alla Difesa accoglie le due mozioni presentate ieri in Senato
Accordo bipartisan tra il Pd e il Pdl sui controlli nel poligono
L'impegno è arrivato dal sottosegretario alla Difesa, Giuseppe Cossiga: «Sospendiamo le attività missilistiche a terra e a mare tra Perdasdefogu e Quirra, completiamo il monitoraggio ambientale della zona e proseguiamolo per il futuro». L'esponente del Governo di fatto accoglie le due mozioni presentate ieri in Senato da centrodestra e centrosinistra, per una volta sostanzialmente d'accordo. C'è la necessità di un costante controllo ambientale, di capire se i test bellici creino problemi alla salute di militari e civili attraverso un'indagine epidemiologica con il coinvolgimento dell'Istituto superiore della Sanità, di rendere pubblici in tempi stretti imrisultati delle analisi appaltate nella zona Nato.
DUE MOZIONI. Resta da fugare un dubbio: le guerre simulate verranno sospese immediatamente oppure soltanto qualora risultasse un collegamento con l'alta incidenza dei tumori registrata nella zona"? Perché su questo argomento il sottosegretario non è stato chiaro. Il centrodestra poi insiste sulla necessità di salvaguardare i posti di lavoro garantiti dalla base militare; il centrosinistra chiede che la chiusura della base qualora risultasse che leucemie e tumori siano in qualche modo collegati alle guerre simulate.
NESSUNA MORATORIA. Salta subito all'occhio che dal testo presentato da Scanu è stata cancellata la richiesta di una moratoria di tre mesi, la sospensione di ogni attività nel poligono necessaria prima di fare chiarezza sui casi di tumore tra i pastori e di malformazione tra gli agnelli. Una versione più morbida di quella annunciata qualche giorno fa a mezzo stampa, forse per evitare la bocciatura del centrodestra, ma che probabilmente è destinata a lasciare l'amaro in bocca a tanti. Soprattutto agli strenui sostenitori del fatto che il poligono vada "spento" immediatamente in ossequio al principio di precauzione previsto anche dalle risoluzioni dell'Onu in caso di dubbi sulla salute dei cittadini.
RISARCIMENTI. Anche perché i dati preoccupanti sono in costante aumento. Sono 68 le richieste di indennizzo per tumori. soprattutto linfomi, avanzate da cittadini sardi anche per il Poligono di Quirra, dove è in corso una inchiesta sull'uso di armamenti con uranio impoverito e sui numerosi ca si di malattie che hanno colpito anche pastori e animali. Si tratta di poco più del 15% delle richieste giunte da tutta l'Italia (439) da militari e civili che chiedono indennizzi. Sono i dati del Ministero della Difesa forniti dal deputato Maurizio Turco (Pd) che ha presentato una interrogazione, assieme a altri esponenti della delegazione radicale alla Camera. Dalle 439 domande inviate alla Direzione del Ministero, 340 sono del personale militare o dei superstiti: 237 per operazioni fuori dai confini nazionali, 103 per l'attività svolta nelle basi. Sono poi 31 le richieste di civili, 34 quelle per soldati morti in servizio permanente e le altre per congedati. Fra le patologie indicate "nella quasi totalità sono di natura tumorale, soprattutto linfomi".
ONNIS. Ieri Antonio Onnis, il responsabile della commissione di esperti chiamata a convalidare i risultati del monitoraggio ambientale su Quirra appaltato dalla Nato, è stato interrogato dalla commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito. Lo studioso ha ribadito quella che a suo avviso è una necessità: "Occorre un'indagine epidemiologia e sanitaria sulla popolazione civile e militare che gravita attorno al poligono di Perdasdefogu e Quirra. Non è mai stata fatta in maniera approfondita".
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