Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Scanu: «Finora una serie di bluff»

23/02/2011

autore: Pier Giorgio Pinna

GLI SVILUPPI AL SENATO
Dai lavori in commissione il perché dei ritardi nei report

ROMA. Su Quirra tra oggi e domani appuntamenti importanti al Senato. Si valutano i ritardi nell’acquisizione degli ultimi report, la polemica su servitù e Sos sanità si fa incandescente e c’è chi, come il senatore pd Gian Piero Scanu, parla di una serie di bluff sui dati.
 «Mi pare - dice Scanu - che non si voglia ricercare la verità. Il fatto fondamentale è costituito dal nesso di causalità: come collegare cioè i test alle conseguenze su ambiente e salute. Sul punto non è mai stata fatta un’indagine epidemiologica in senso stretto, solo una truce contabilità dei decessi basata su analisi descrittive». Il parlamentare, che fa parte della commissione sull’uranio impoverito, ricorda di essere stato il primo firmatario di una mozione in Senato sottoscritta da Anna Finocchiaro e da tutto il gruppo pd. E sollecita il ricorso alla supervisione di autorità indipendenti: «Abbiamo proposto l’Istituto superiore di sanità», spiega. Il dibattito sul documento potrebbe cominciare oggi.
 Dopo le discussioni dei giorni scorsi (vedere riquadro a fianco), riprende infatti il lavoro della commissione sull’uranio. Non si escludono strascichi polemici. Ma, al di là di questi aspetti, è utile soffermarsi su elementi della seduta precedente dai tratti diversi rispetto al botta e risposta che ha visto protagonista il senatore del Pdl Gallo. In quell’occasione è stato sentito Antonio Onnis, coordinatore della commissione tecnica di esperti nel «Progetto di caratterizzazione ambientale» per il poligono. L’audizione del consulente proseguirà nel primo pomeriggio di oggi, dalle 14.30. Intanto, però, fanno riflettere diverse argomentazioni prospettate fin da mercoledì scorso sul monitoraggio ambientale promosso dalla Difesa.
 Al presidente Costa, che gli fa rilevare «una apparente stasi dei lavori o, quantomeno, un evidente rallentamento dei flussi informativi sulle attività in corso», Onnis chiarisce perché i tempi si sono raddoppiati. «Ciò è dovuto - precisa Onnis - all’esigenza, avvertita anche dal soggetto appaltante, di necessarie modifiche in corso d’opera e di rinegoziare quindi le condizioni d’affidamento dei lavori».
 «Un altro motivo del ritardo è conseguenza del successivo ingresso nel progetto dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente», prosegue l’esperto. Che aggiunge: «Nel corso delle indagini alcune conclusioni, tratte da elementi informativi emersi in modo estemporaneo, non sono state oggetto di esame da parte della Commissione tecnica: tra loro rientra la relazione dei veterinari Mellis e Lorrai, per la parte contenente notizie su valori analitici che non sembrano idonei a essere assunti come base per lo sviluppo di una ricerca epidemiologica di carattere sistematico».
 È in corso l’analisi degli elementi comunicati dalle ditte appaltatrici, a cura dell’Arpas e della commissione tecnica. «Nel progetto - prosegue tuttavia Onnis - sono state rilevate criticità. Occorre ancora completare l’assemblaggio dei dati per ricavarne informazioni statisticamente significative sulle materie oggetto dell’indagine. Mancano poi studi epidemiologici mirati a discernere il rapporto di causalità tra fattori di contaminazione e insorgenza di un certo tipo di patologie. Il più recente risale al 2005: un progetto europeo che prendeva in considerazione aree suscettibili d’inquinamento ambientale, tra cui quelle militari. La commissione tecnica ritiene necessario quindi impostare questo genere di ricerca e promuovere perciò la costituzione di un board scientifico, composto dall’Istituto Superiore di Sanità e da altri istituti di ricerca».
 Circa il rapporto con la Procura di Lanusei, che ha aperto un’indagine per omicidio colposo plurimo e violazione delle norme ambientali, Onnis ricorda come finora non ci siano stati contatti con la magistratura. «La commissione tecnica è comunque pronta a collaborare», ha concluso.

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