Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Quirra, 68 richieste d’indennizzo

23/02/2011

autore: Pier Giorgio Pinna

SERVITU’ MILITARI E SOS SANITA’ La Difesa fornisce numeri ufficiali I sardi coinvolti sono tantissimi
  Tumori da uranio: in tutt’Italia 439 domande di risarcimento tra soldati e civili


PERDASDEFOGU. Sessantotto. È impressionante, più del 15% del totale, il numero delle richieste d’indennizzo a Quirra per malattie causate dall’uranio impoverito.
 Soprattutto se raffrontato alla realtà demografica: l’intera zona è una delle più spopolate della Sardegna, regione già di per sé scarsamente abitata. Le domande sono state presentate da pastori e cittadini che vivono nel Salto (in tutto, poche centinaia di persone). A fornire le cifre è il ministero. Che dà pure un altro dato allarmante: in Italia sono 439 le istanze avanzate da soldati ammalati, da loro familiari, da civili dipendenti dalla Difesa e da altre pubbliche amministrazioni. Sia per le missioni all’estero sia per il servizio nei poligoni.
 A suscitare la risposta scritta di Ignazio La Russa è stato il deputato del Pd, Maurizio Turco, 50 anni, di Taranto, che nelle scorse settimane aveva presentato un’interrogazione insieme con gli altri colleghi della delegazione radicale alla Camera. «È assurdo continuare a fare sperimentazioni belliche del genere - dice adesso - Come è assurdo permettere l’accesso ai poligoni persino a forze straniere». Le nuove informazioni sono arrivate attraverso il vice capo di gabinetto Vanni Nozzoli. E nel dettaglio si rivelano significative, anche perché le più aggiornate su questo versante del problema.
 Delle 439 domande alla direzione generale del ministero 340 «sono state prodotte da personale militare o relativi superstiti»: 237 per operazioni fuori dai confini nazionali, 103 per l’attività svolta nelle basi. Quasi inutile sottolineare come, tra loro, i sardi siano tantissimi. Trentuno le richieste dei civili. Trequattro riguardano soldati morti «in servizio permanente effettivo». Le altre si riferiscono a congedati: 21 «ex volontari in ferma breve» e 25 «ex militari di leva». Un’ulteriore precisazione sul tipo di patologie: «nella quasi totalità di natura tumorale, soprattutto linfomi».
 Nella risposta si richiama la normativa che autorizza le procedure di risarcimento. È la legge numero 224 del 2007: «prevede - come si ricorda - l’attribuzione del beneficio della speciale elargizione, sempre che l’esposizione all’uranio sia stata la causa - o la concausa efficiente e determinante - della patologia o del decesso». E, adesso, meglio sarebbe dire «prevedeva»: i termini per le domande sono scaduti il 31 dicembre.
 Ma per il momento le ultime richieste non state aggregate in maniera organica. E dunque il conteggio finale potrebbe ancora crescere. Un altro limite per l’accesso ai contributi è posto dalla somma totale messa a disposizione: 30 milioni. Stanziati e distribuiti quei fondi, non ce ne saranno altri. In ogni caso, per quanto riguarda Quirra e Perdasdefogu, c’è un terzo vincolo ancora: ossia la distanza di un chilometro dal confine dei poligoni. Chi in questi anni abbia abbia vissuto più lontano o abbia allevato il bestiame oltre i mille metri dai terreni militari, nulla può esigere nonostante abbia comunque contratto leucemie o linfomi.
 Quest’ultima messa a fuoco sulla situazione è d’indubbia utilità. Non prova naturalmente che tutti i richiedenti abbiano diritto agli indirizzi: quello sarà un compito affidato agli specialisti incaricati di valutare le condizioni di ogni singolo paziente. Ma, incrociando le cifre, indirettamente questi dati fanno capire due cose non irrilevanti.
 La prima: si conferma nella sostanza la preziosissima raccolta dati svolta dall’Osservatorio militare: nato a salvaguardia delle posizioni di chi era stato colpito da questo genere di patologie, aveva visto giusto nello stimare i danni derivati dalla radioattività come diffusi, gravi, preoccupanti tra le forze armate (e non solo). L’altro aspetto è che l’elevatissimo numero delle denunce appare del tutto in linea con le segnalazioni fatte in passato a Quirra e nei centri vicini sull’entità delle malattie. Quasi un riscontro oggettivo della gravità di un processo dai terribili effetti.

Chiavi di questa notizia: Inquinamento