Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Proposta choc: test all'uranio nelle basi
21/02/2011
autore: Paolo Carta
Il caso. Idea avanzata mercoledì scorso nella commissione parlamentare del Senato
Cosimo Gallo (Pdl): per vederne l'effetto a Quirra e Teulada
Si potrebbe sparare un po' di uranio impoverito per vedere finalmente l'effetto che fa. Non è la parodia di una canzone di Jannacci: è la proposta, ufficiale, avanzata dal senatore pugliese Cosimo Gallo (Pdl) durante l'ultima riunione della commissione parlamentare di inchiesta all'uranio impoverito, che si è tenuta a Roma mercoledì scorso. Si può trovare negli atti ufficiali del Senato, pubblicati nel sito internet istituzionale (www.senato.it/Web/16Lavori.nsf/All/DOOE5832BA609801C125783900664C1D?OpenDocument).
LA PROPOSTA. Testuale: «Anche per quanto riguarda i poligoni di tiro, il mandato della Commissione consiste nel verificare la sussistenza di un nesso causale tra particolari fattori patogeni e l'insorgere di gravi patologie nel personale militare e civile. A tal fine, a suo avviso occorrerebbe demandare ad un gruppo di lavoro interno una Commissione, eventualmente assistito dai consulenti, il compito di accertare sul campo, mediante esperimenti effettuati nei poligoni con munizionamenti all'uranio impoverito o utilizzanti altre tecnologie, la effettiva presenza di tali fattori patogeni, come, ad esempio, le nanoparticelle di metalli pesanti, prodotte dalla combustione a temperature molto elevate derivante dall'impatto dei proiettili sui bersagli».
LE REAZIONI. Gian Piero Scanu, parlamentare gallurese del Pd, era presente ai lavori della commissione parlamentare d'inchiesta, chiamata a far luce sull'alta insorgenza dei tumori tra i soldati e i civili reduci dalle missioni all'Estero della Nato o che abitano o lavorano nei pressi dei poligoni. «Pensavo che fosse una battuta scherzosa», commenta Scanu. Invece no, la proposta di Galto compare negli atti ufficiali della Commissione. «Sinceranente - dichiara Scanu - ritengo che si debba pensare ad altro. Giovedl verrà discussa la mia mozione che ha proposto una moratoria di tre mesi sulle attività del poligono di Perdasdefogu e Quirra per approfondire le indagini ambientali e sanitarie e programmare una bonifica. Mi sembra che sia una risposta più corretta alle paure della gente della zona dove purtroppo sono stati registrati numeri choc riguardo all'incidenza dei tumori, leucemie e linfomi, del tutto simili a quelli riscontrati nei soldati italiani al rientro dalle zone dell'ex Jugoslavia, della Somalia, dell'Iraq e dell'Afghanistan bombardato con armamenti arricchiti con l'uranio». La commissione ha anche disposto di ascoltare il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, che sta indagando sull'eventuale rapporto tra attività militari e tumori a Quirra.
I NUMERI. Dieci pastori malati sui diciotto che lavorano nel raggio di 2,7 chilometri dal poligono: lo ha certificato un rapporto dei veterinari delle Asl di Lanusei e Cagliari. Secondo i pacifisti dol comitato "Gettiamo le basi", si sono ammalati delle stesse patologie 21 abitanti di Quirra (frazione di Villaputzu a stretto contatto con la base, i residenti sono 150), 22 tra lavoratori della Vitrociset e muratori impiegati nella zona off limits e 23 militari che hanno lavorato nel poligono.
INDIPENDENTISTI. Molto critici gli indipendentisti dell'Irs. «Un altro deputato del Governo italiano negli 60 - dichiarano Gavino Salo e Bettina Pitzurra - proponeva il napalm per stanare i banditi dal Supramonte. È la stessa logica demenziale che conferma che una classe politica come questa è da mandare rapidamente a casa. E se ancora ci fossero dubbi sulla esigenza di sovranità in Sardegna una proposta come questa li fuga tutti».
«Il senatore Gallo - dichiara la pacifista Mariella Cao - ha dimostrato la sua mancanza di etica».
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