Rassegna Stampa
Testata: Metro

Eni vuole il condono ma senza bonificare

21/02/2011

autore: VINCENZO GAROFALO

Il colosso energetico chiede una maxi sanatoria. In un colpo solo pagherebbe i danni alle falde

PORTO TORRES È ufficiale: l'Eni ha chiesto un maxi condono ambientale al ministero dell'Ambiente per l'inquinamento causato da nove siti industriali, tra cui Porto Torres. Un miliardo e 109 milioni di euro per mettere una pietra tombale su quarant'anni di veleni riversati senza alcuna remora nel terreno, nelle falde acquifere e nell'aria di mezza Italia.
Come nasce la proposta
La richiesta dell'Eni (per sé e per conto di alune società controllate, tra cui Syndial) è messa nero su bianco nella comunicazione sul preconsuntivo 2010 del gruppo, dove si parla di una "transazione globale in materia ambientale". Un compromesso che se accettato dal ministero, metterebbe al riparo l'Eni dalle richieste di risarcimento che per potrebbero pioverele addosso da parte dei territori (enti locali e privati) che hanno subito la devastazione ambientale.
Non solo in Sardegna
Eni chiede di pagare poco più di un miliardo di euro per risarcire i dann i causati dall'inquinamento industriale nei nove siti di Priolo, Napoli Orientale, Brindisi, Pieve Vergonte, Cengio, Crotone, Mantova, Porto Torres e Gela. Solo per le bonifiche nello stabilimento turritano la Syndial aveva sottoscritto nel 2009 un accordo per un investimento di 530 milioni in sette anni. Se l'offerta di Eni fosse accolta, gli oneri di bonifica e ripristino delle zone inquinate, e i risarcimenti per i danni ambientali subiti sarebbero sanati insieme.

Chiavi di questa notizia: Inquinamento